11 settembre 2001, ore 08:46 del mattino, 14:46 ora italiana. Due aerei dell’American Airlines, dirottati da un gruppo di kamikaze a bordo, si schiantano sulle due Torri Gemelle, ferendo al cuore un’intera città, una della città più amate al mondo: stiamo parlando di New York. Fumo, incendio, i primi crolli, gente che per la disperazione si lancia nel vuoto per non morire carbonizzata. Poco dopo, un altro aereo dirottato precipita sul Pentagono, un quarto dirottato cade in Pennsylvania. Un attacco-suicida che, oltre a far migliaia di vittime, colpisce l’animo e l’orgoglio del Grande Continente.

“L’America è sotto attacco”. Queste le parole del Presidente americano di allora, George W. Bush. Mentre a New York i Vigili del Fuoco sono al lavoro e cominciano a scavare, ininterrottamente, le macerie, Polizia, FBI ed Intelligence U.S. subito al lavoro per capire questo attentato che matrice abbia. Il gruppo terroristico di Al-Qaeda e il suo leader, Osama Bin Laden, vengono individuati come i responsabili di quest’oltraggio agli Stati Uniti d’America. Così, tutte le forze dell’Alleanza Atlantica si stringono attorno al popolo americano e, insieme, prendono una drastica decisione: “combattere lo spauracchio terrorismo, provando a scardinare tutte le cellule di Al-Qaeda presenti in Afghanistan”. Kabul, la capitale, viene bombardata appena un mese dopo. Comincia così la lunga spedizione afghana; anche l’Italia, con le sue Forze Armate, farà la sua parte e presenzierà anche in Iraq.

Afghanistan, "20 anni per nulla" 


Foto: attentati di New York, 11 settembre 2001
Afghanistan, “20 anni per nulla”
Foto: attentati di New York, 11 settembre 2001

Trascorse due decadi, si è costretti a fare i conti con numeri significativi: 2.312 soldati che hanno perso la vita, circa ventimila i militari feriti, 2.320 miliardi di dollari le spese militari sostenute dall’amministrazione statunitense. In Iraq, Saddam Hussein è stato catturato nel novembre 2003; per la cattura di Bin Laden dovremmo attendere sette anni dopo. Trascorse due decadi, ci è voluto il democratico Joe Biden affinché il Grande Continente decidesse di ritirare le truppe. Anche i soldati italiani hanno ammainato le bandiere e lasciato l’Afghanistan. Neanche il tempo di sloggiare e la forza talebana torna alla ribalta: prepotente, minacciosa. Che ne sarà di un Paese che, in questi due decenni, ha affrontato un lungo percorso verso la normalità, la democrazia, e la libertà? Cosa sarà di tanti bambini o donne, costretti a restare in questo Paese e che tanto hanno sperato per l’ottenimento di quei giusti diritti, degni di un paese civile: il diritto allo studio, all’emancipazione, al lavoro, alla libertà individuale, economica e sociale.

Afghanistan, “20 anni per nulla”
Foto: attacchi terroristici a New York- martedì 11 settembre 2001

Pochi giorni fa, dalla capitale Kabul è partito un aereo con a bordo diversi afghani, subito fuggiti da un terrore che, di colpo, è ripiombato sulla loro terra. In questo momento, nella mente di qualsiasi uomo, con la diligenza del buon padre di famiglia, aleggia un solo pensiero: “20 anni di guerra ingiusta”. “20 anni per nulla”.

AFGHANISTAN, “20 anni per nulla”
Video by Marco Chinicò

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 42 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Fondatore e responsabile della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE