Chico Forti, buio e speranza lunghi ben 22 anni. Era il febbraio 1998 quando Enrico Forti, velista, imprenditore e produttore televisivo trentino, fu arrestato negli Stati Uniti. A tenerlo in stato d’arresto gli agenti federali del Distretto di Polizia di Miami, dove Forti lavorava e viveva. Il capo d’accusa? Essere il presunto responsabile dell’omicidio di Dale Pike che, sfortuna volle, incontrò alcune ore prima che la vittima fosse ritrovata priva di vita. Fu condannato, con sentenza definitiva nel giugno 2000, e da ventidue anni è rinchiuso in un istituto penitenziario dello Stato della Florida.

Grazie a diverse inchieste, condotte sia dai giornalisti dell’emittente americana CBS, che da colleghi nostrani. TG2 Dossier prima, e ultimamente il programma Le Iene, hanno dedicato diverse puntate alla triste, drammatica vicenda di un uomo, molto probabilmente condannato senza prove o indizi gravi, rinchiuso dietro le sbarre, lontano dal suo paese natale e dai suoi affetti (https://chinicsnewsmedia1979.altervista.org/innocent-prisoner-video-chinicsnews/). Da anni, Gianni Forti, lo zio di Chico Forti, sta combattendo per dimostrare l’assoluta estraneità del nipote di fronte a questo drammatico delitto, e riportare Forti in Italia, da innocente e uomo libero.

Tre giorni fa, al Ministero degli Esteri c’è stato un significativo incontro tra lo stesso Gianni Forti e il primo inquilino della Farnesina, Luigi Di Maio. Due mesi e mezzo fa, prima di Natale, Di Maio incontrò l’avvocato di Chico Forti, Joe Tacopina, che consegnò la richiesta ufficiale di trasferimento del detenuto in Italia. Di Maio ha conferito l’incarico all’Ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio, di occuparsi dei contatti e delle trattative con il Governatore della Florida, Ron De Santis, affinché siano applicate le norme stabilite dalla Convenzione di Strasburgo, sottoscritta e firmata da Italia e Stati Uniti 37 anni fa, e che riguarda il trattamento, il rispetto delle condizioni di persone, ambo i sessi, condannate e detenute in un carcere statunitense, e sul loro possibile trasferimento per ragioni umanitarie. Di Maio ha fatto sapere, aspetto confermato più volte, il massimo impegno del Governo per fare luce, chiarezza su questa vicenda, e riportare nel nostro Paese Chico Forti, da uomo libero.

Nel febbraio 1998 Enrico Forti fu arrestato negli USA con l'accusa di aver ucciso Dale Pike. Tre giorni fa, lo zio Gianni ha incontrato il ministro Di Maio.
Enrico Forti, detto Chico. Velista, imprenditore e produttore televisivo

Gianni Forti, ha commentato con queste parole il suo incontro e confronto con il ministro degli Esteri: “Chico è stato processato e condannato ingiustamente e che avrebbe avuto diritto alla revisione del processo che lo avrebbe riabilitato. Non deve essere portato in Italia come colpevole, anzi siamo assolutamente convinti che non abbia mai commesso alcun delitto. Ma il tempo non ci è favorevole per dimostrarlo. Cerchiamo di dargli la possibilità di riabbracciare sua madre e i suoi figli subito e da uomo libero il più presto possibile. L’importante è che venga a casa. Noi tutti sappiamo che è innocente e potrà venire a testa alta”.

Angoscia, dolore, frustrazione, impotenza, rabbia: il frutto di un’ingiustizia subita. Tuttavia, in fondo al lungo tunnel buio appare un piccolo spiraglio di luce; la speranza. Speranza ancora lontana e incerta, ma che non vuole affatto voltare le spalle.

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 41 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Ideatore, fondatore, editore della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE