Un virus, una forma nuova e strana di polmonite, è piombato sul mondo intero, contagiando e uccidendo. Siamo a gennaio 2020. L’anno è appena cominciato; tutto ci si aspettava, però, tranne di dover fare i conti con un nuovo nemico in agguato. Le persone colpite da questo virus cominciano ad aumentare. Il Governo Italiano annuncia lo stato d’emergenza il 31 gennaio.

Di questo virus non si sa nulla. Si dice, solo, che proviene dalla Cina. Il 3 febbraio, un gruppo di 55 italiani provenienti dalla città cinese di Wuhan, considerata l’epicentro di questo presunto virus, viene messo in quarantena all’Ospedale Militare della Cecchignola- Roma. Diciotto giorni di isolamento più totale, con obbligo di indossare la mascherina e coprire le mani con un paio di guanti di lattice. Usciranno e rivedranno i loro familiari il 21 febbraio.

Intanto, il giorno prima, 20 febbraio 2020, un giovane di 38 anni, Mattia Maestri, ricercatore di un’azienda di Casalpusterlengo, si presenta al Pronto Soccorso di Codogno con febbre alta e alcuni preoccupanti disturbi. Dopo i dovuti accertamenti e il tampone, si accerta che è lui il paziente nr. 1 in Italia affetto da SARS COV2. Viene ricoverato e messo in terapia intensiva all’Ospedale di Codogno che, per precauzione e sicurezza, sospende le attività di pronto soccorso. A Roma, una coppia di turisti cinesi, risultata positiva al Coronavirus, viene ricoverata all’Ospedale Lazzaro Spallanzani, conosciuto nosocomio specializzato nello studio, ricerca, e analisi delle patologie infettive e virali. Grazie all’arduo ed eccellente lavoro dell’equipe medica il virus viene isolato.

Il numero dei contagi cresce sempre di più: le regioni del Nord Italia, Lombardia in primis, sono le più colpite. La gente comincia ad avere molta paura. Il 9 marzo, con la situazione che si aggrava, diverse aziende e uffici chiudono per precauzione, costringendo dipendenti e collaboratori a proseguire il lavoro da casa. Due giorni dopo, la sera di mercoledì 11 marzo 2020, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia il primo DPCM, in vigore dal giorno dopo. Giovedì 12 marzo 2020, una data che sarà scritta su tutti i libri di storia: l’Italia è chiusa. Chiusi bar, ristoranti, gelaterie, negozi, barbieri e parrucchieri, librerie e biblioteche, scuole e Università, cinema, teatri, palestre, piscine, associazioni, circoli culturali e sportivi. Sospesi, anche, manifestazioni e competizioni sportive, a cominciare dal campionato di calcio di Serie A fino alla Coppa Italia e alle Coppe Europee. Non solo il calcio; anche le altre competizioni sportive si fermano fino a data da destinarsi. Restano aperti i negozi di alimentari, farmacie, tabaccai, edicole. Per fare la spesa e le commissioni essenziali bisogna uscire muniti di mascherina, guanti protettivi, e di autocertificazione. Si può fare sport o una breve camminata, non troppo lontani dal proprio luogo di domicilio o residenza, ed esclusivamente da soli. Chi esce e non ha urgenti, validi motivi per farlo, incorre in una violazione del DPCM, sanzionabile penalmente. Conosciamo, per la prima volta, il “lockdown”. Una vita fortemente limitata; fatta eccezione per le persone sposate e conviventi, e vietato ogni incontro ravvicinato con amici, amiche, parenti, conoscenti, e colleghi di lavoro. Libertà, baci, e abbracci sono “OFF-LIMITS”.

Il lockdown, questo status di reclusi totali, dura fino al 4 maggio 2020. Dal 5 maggio, la vita riprende gradualmente, ma alcuni limiti di fondo restano. Ci vorranno altri 15 giorni di attesa prima di poter rivedere bar, ristoranti, e tutte le altre attività totalmente riaperte. Alcune di esse, causa la pandemia e il blocco totale del lavoro per più di due mesi, non riapriranno più. Comincia così una vera e propria crisi profonda delle imprese, del lavoro e dell’economia nostrana. Persone singole, e famiglie in ginocchio: senza lavoro, con la propria azienda, impresa, o negozio chiusi, senza più una prospettiva.

Dopo la scorsa estate, quando sembrava che la situazione, pian piano, potesse proseguire tranquillamente e sui giusti binari, complice la forte voglia di libertà e qualche superficialità di troppo commessa, alla fine di ottobre i contagi son tornati ad aumentano vertiginosamente. Il Governo lavora sodo, scongiurando un altro lockdown totale, ma si arriva ad un nuovo blocco più ragionato e localizzato. Il nuovo DPCM che sancisce ciò, è entrato in vigore la sera del 4 novembre 2020 e cominciato la sua operatività la mattina del 6 novembre fino al 4 dicembre scorso.

Ad un anno esatto di distanza dallo scoppio ufficiale della pandemia, l’Italia prosegue il suo cammino tra alti e bassi: numero dei contagi che sale o scende, a seconda delle regioni o città, persone che si ammalano gravemente e muoiono, malati asintomatici. Si convive, ancora, con la paura e il rischio concreto di vedere intasate le terapie intensive; lo spauracchio di un collasso sanitario è sempre dietro l’angolo. Chi ha perso il lavoro, si barcamena tra sfiducia e totale e la speranza di trovare un altro impiego; c’è, invece, chi si aggrappa all’aiuto di Stato, ma in cuor suo non spera più in niente. I ristoratori sono i primi ad attendere gli aiuti stabiliti dal decreto Ristori, ma sbattono i pugni e fanno la voce grossa per riprendere a lavorare a 360 gradi.

Tutte le attività che restano aperte, vanno avanti, ma la fatica è molta. In questo mare magnum spesso grosso e in tempesta, in mezzo al buio e allo scetticismo più totale, emerge un filo di speranza. Una speranza che si chiama vaccino. La campagna vaccinale è cominciata il 27 dicembre scorso e ne stanno beneficiando le categorie più deboli e a rischio: anziani, personale medico-sanitario, le forze dell’Ordine. Ora, si pensa agli insegnanti delle scuole, gli altri stanno vivendo una fase di rallentamento. Possiamo solo sperare nell’arrivo di nuove dosi e che il momento di stasi finisca; con una popolazione vaccinata al 100%, potremmo finalmente rivedere piena luce, libertà, e tornare a vivere.


COVID-19, un anno dopo: “tra buio, paura e speranze
Video: Marco Chinicò YouTube Channel

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 42 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Fondatore e responsabile della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE