Incontrare il partner o la partner della vita, sposarsi e formare una famiglia“. Questo il sogno, l’obiettivo di tanti uomini e donne. Un obiettivo ancora vivo, nonostante una crisi economica che offre ostacoli lavorativi e finanziari. Spesso però le cose non vanno per il verso giusto e quando il bellissimo disegno che abbiamo tracciato sembra essere perfetto, c’è più di un problema in agguato e quel figlio tanto desiderato, tarda ad arrivare. “Fatto che ci trasmette angoscia, ansia, preoccupazione”.

Tante le coppie che si son recate nei centri specializzati per risolvere eventuali complicazioni, dovute ad infertilità. Diversi i casi con svariati tentativi andati a vuoto. Un semplice problema che si trasforma in un boomerang che, spesso, ha traghettato molti coniugi verso la crisi nera. Un senso di fallimento, provato sia dall’uomo che dalla donna o, soltanto da uno dei due, tante le colpe attribuite a vicenda fino all’irreversibile rottura. “Coppia felice e realizzata”; così chiamiamo i nostri due protagonisti. Una bellissima storia iniziata con alcune difficoltà e terminata con più di un lieto fine. Per questioni di privacy non sveliamo i loro nomi. Una giovane coppia felicemente coniugata, tanta voglia di diventare genitori, ma ad un tratto i primi problemi in arrivo. Un’ardua lotta durata un bel po’ di tempo, ma oggi felici, innamorati, uniti più che mai e con due bellissimi bambini, una femminuccia e un maschietto. “Facciamoci raccontare questa bellissima storia, direttamente da loro”.

Posso chiedervi, innanzitutto, da quanto siete sposati?

“Stiamo insieme da dieci anni”.

Sognare l’arrivo di un figlio o figlia. Il sogno più bello che una coppia sposata, possa coltivare. Sul più bello, però, qualcosa non va. Cosa è vi è successo esattamente?

“Dopo più di un anno di rapporti mirati e non protetti, ci siamo resi conto che qualcosa non andava. Ogni mese una delusione, malgrado alcuni accorgimenti consigliati dalla ginecologa abbiamo compreso che dovevamo approfondire il mancato concepimento”.

Avete aspettato un po’ di mesi, prima di decidere se fare o meno alcuni accertamenti?

“La stessa ginecologa che mi seguiva da anni, ci prescrisse una serie di esami: ecografia, isterosalpingografia, valori ormonali, esame spermatico che però non portarono a nulla”.

A chi vi siete rivolti per la prima volta?

“Sotto suo diretto consiglio, ci recammo per una prima visita al centro di infertilità dell’ospedale Sandro Pertini, dove un equipe medica ci sottopose ad una serie di esami più specifici, compresi quelli genetici.

Dall'infertilità sine causa a due bimbi, "la procreazione assistita ha vinto"
Dall’infertilità sine causa a due bimbi, “la procreazione assistita ha vinto”

Lo specialista che si è occupato della vostra situazione è riuscito a capire se c’era un problema, quale fosse questo problema e chi, fra lei e suo marito, avesse maggiori complicazioni nel procreare?

“La loro attenzione era totalmente concentrata su di me, forse perché mio marito, più giovane di sei anni, presentava uno spermiogramma discreto per cui andando per esclusione la ragione poteva risiedere nella mia non più fulgida età. Avevo 36 anni e mi sentivo un’ottantenne incapace di realizzare un desiderio comune. Le risposte dei miei accertamenti non evidenziarono patologie, ci proposero quindi di ricorrere alla PMA con 4 tentativi di intrauterina, che però diedero esito negativo, sempre con beta inferiori a 5. Sentimmo per la prima volta la definizione “infertilità sine causa” un modo gentile per dire…non ci capiamo nulla, la ragione è ignota; così dopo un anno volato via senza risultati, proposero di tentare con la ICSI. Malgrado la buona risposta del mio organismo alla stimolazione e la produzione di 3 embrioni di classe A, anche questo ulteriore tentativo andò fallito. Ci proposero di attendere 3 mesi e riprovare, ma la scarsa fiducia nei loro confronti e diverse disattenzioni nel gestire il percorso, ci indussero a lasciar perdere”.

Un altro problema che si aggiunge al grande problema: non riuscite a capire se, effettivamente, ci fossero o meno problemi di sterilità in uno di voi due o in entrambi?! In quel momento, qual era il vostro stato d’animo? Sconforto massimo, in uno di voi due iniziava ad emergere un senso di fallimento personale oppure, sin da subito, vi siete tenuti per mano dicendo fra di voi “combattiamo uniti più che mai”?

“Quando una coppia non riesce ad avere un bambino, soprattutto se la causa non è chiara, la donna è quella che maggiormente si sente in colpa. L’uomo più razionale tende ad analizzare i problemi uno per volta, la donna si sente il “problema”. E’ difficile tenersi per mano e dirsi….”combattiamo ancora”….il vuoto, il senso di fallimento, la frustrazione ti avvolge di nero e la luce del sole è solo un ricordo. Vivi nel limbo, sospesa fra ciò che pensavi di essere e quello che credi di essere diventata….un’auto da rottamare! Come si può restare insieme quando ci si sente così soli?? Chi può capirti, con chi puoi parlare?? Per il medico sei una cifra scritta sul quaderno della privacy, un caso da studiare, ormai spogliarti nuda e sottoporti allo studio accademico di camici bianchi non imbarazza nessuno….loro forse, ma tu oltre la beffa di non essere madre, non ti senti nemmeno più donna”.

Ad un tratto, di fronte ad una grossa montagna da scalare, dalla vetta apparentemente irraggiungibile, scoprite il Centro Genesis del Prof. Claudio Manna, come siete arrivati a sapere di questo centro?

“L’incontro con il Prof. Manna è arrivato per caso. Mia cugina, ostetrica in una clinica romana, ne aveva sentito e ci ha convinti”.

L’impatto fa ben sperare. Notate subito preparazione, professionalità e competenza. Quali sono stati gli esami specifici che il Prof. Manna ha fatto fare a lei e a suo marito?

“La fiducia è stata immediata. Già al primo colloquio il suo tono pacato, le spiegazioni esaustive, la pazienza e il non guardare mai l’orologio per richiamarci a tempi brevi ci hanno fatto be sperare. Nuovi esami mai fatti prima, la maggior parte rivolti a mio marito, sostegno morale, disponibilità a qualsiasi ora. Sapevamo che sarebbe andata bene, perché io mi sentivo bene! Il controllo della tiroide, gli esami urinari e andrologici per mio marito non portarono a nessuna patologia, ma in più c’era una nuova arma: FIDUCIA!!! La stimolazione fu blanda proseguii nel mio lavoro senza bisogno di soste e arrivai al pick up convinta di ciò che stavamo facendo”.

Dall'infertilità sine causa a due bimbi, "la procreazione assistita ha vinto"
Dall’infertilità sine causa a due bimbi, “la procreazione assistita ha vinto”

Una dura battaglia, affrontata insieme al suo consorte con forza, coraggio e che non poteva avere fine migliore. Vorrei che siate voi a raccontarci questo lieto fine…

“Dopo due giorni dal transfert tornai a lavoro e il 21 aprile del 2012 ebbi la gioia di festeggiare anch’io il mio Natale di Roma, test positivo beta 106. Gravidanza regolare e bellissima, ho lavorato fino l’ottavo mese e il 6 dicembre 2012 è stato ancora Natale. E’ nata la nostra piccola bambina”.

E quattro mesi dopo la nascita della vostra bambina, accade quel che non vi aspettavate proprio e la gioia aumenta…

“Quando la mia gioia ha 4 mesi ho un leggero malore, si pensa ad una infezione batterica e, invece, sono di nuovo incinta. Dodici mesi dopo arriva un bellissimo maschietto”.

Molte coppie, di fronte a possibili problemi legati all’infertilità, finiscono in preda alla rabbia, alla depressione, ad un senso di fallimento. Quando il problema ce l’ha uno solo, l’uomo o la donna, nascono litigi, colpe che vengono attribuite in modo ingiusto, fino alla rottura finale. Tanti i matrimoni finiti solo per questo. Ve la sentite di dare un consiglio, una parola di conforto a tutte quelle coppie che, in questo momento per via di quel figlio o figlia che non arriva, non sorridono e vivono nello sconforto più totale?

“Posso solo dire alle coppie che cercano una gravidanza di continuare a sperare, ma di ricordarsi che bisogna sempre rimanere persone. Se un medico vi fa sentire un esperimento, un automa, un oggetto, cambiate! L’umanità non è una qualità rara; un bravo dottore deve essere per prima cosa un bravo ascoltatore. Si paga la ICSI perché il procedimento medico adopera macchinari sofisticati, non si deve pagare il rispetto, la comprensione e la professionalità. Quella è obbligatoria, quella è doverosa”.

Un solo pensiero nella nostra mente: “nella vita niente è perduto”. Coppia felice e realizzata che ha trasformato in realtà il suo sogno, “diventare genitori”. La procreazione assistita ha vinto.

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 42 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Fondatore e responsabile della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE