"Millennials". Sono i nati fra la metà degli anni '80 e i primi anni duemila. Chi sono i giovani d’oggi? Ne parla l’XI rapporto dell’Associazione Civita.
Progettualità culturale fra innovazione e creatività- XI Rapporto Associazione Civita
Milano, 28 ottobre 2019- Gallerie d’Italia, Piazza della Scala

Millennials“. Sono i giovani nati fra la metà degli anni ottanta e i primi anni duemila. Divisi, esattamente, in due tipologie di generazioni: la Z della quale fanno parte i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 17 anni e la generazione Y alla quale appartengono ‘juniors’ tra i 18 e i 32 anni di età. Nel bel mezzo di un periodo ancora critico, fatto di affanno, sofferenza e disagio economico-sociale, tutti effetti negativi che ricadono, purtroppo, sulle nuove generazioni, è importante cercare di capire chi sono, veramente, i giovani d’oggi? Cosa fanno? Che aspirazioni hanno per il futuro? Qual è il loro personale rapporto con la cultura? Quali sono i loro progetti? Le loro effettive capacità di progettualità culturale, soprattutto se rapportate al mondo digitale in cui viviamo? Qual è la loro predisposizione a lavorare ed occuparsi di qualcosa di creativo? Come si rapportano con la cultura e la creatività?

Sono tutti quesiti oggetto dell’undicesimo Rapporto dell’Associazione Civita, “Millennials e Cultura nell’era digitale”, elaborato dal suo Centro Studi in collaborazione con Baba Consulting. Presentato già a Roma lo scorso 4 aprile e di recente, in questo mese di ottobre, a Palermo e Milano. Ideatore dell’indagine Alfredo Valeri che, come lui stesso ci ha spiegato, ha diretto e condotto quest’indagine, eseguita su un vasto campione di ragazzi.

"Millennials". Sono i nati fra la metà degli anni '80 e i primi anni duemila. Chi sono i giovani d’oggi? Ne parla l’XI rapporto dell’Associazione Civita.
A sinistra, l’ideatore e coordinatore dell’indagine dell’Associazione Civita, Alfredo Valeri

La ricerca ha coinvolto circa 1000 persone ed è stata portata avanti guardando tutta una serie di fattori, sotto l’aspetto sia quantitativo che qualitativo. I giovani oggetto di analisi sono nati fra il 1986 e il 2003. La prima differenza, evidente e palese, la troviamo nella coltivazione degli interessi. Gli adolescenti, appartenenti alla generazione Z, sono curiosi, spensierati, dipendenti da social e alta tecnologia. Si identificano, perfettamente, nei loro gusti e passioni. Sotto l’aspetto culturale amano molto la musica, YouTube e Spotify sono le due grandi fonti che consultano, ogni giorno, per ascoltare il brano o il gruppo da loro preferito. Non vanno molto al cinema e soltanto 2 giovanissimi su 4 approvano l’offerta culturale della città in cui vivono.

I ragazzi, appartenenti invece alla generazione Y, la fascia di età fra i 18 e i 32 anni, soffrono il periodo critico che viviamo; buona parte di essi vive ancora con la famiglia, molti sono single, non vivono la vita di coppia, solo un misero 4% ha una famiglia, sposato o convivente che sia, con figli a carico. Culturalmente parlando, hanno un concetto della cultura ereditato, in parte, dalla loro famiglia di origine, preferiscono andare a visitare un museo e conoscere, così, l’arte da vicino accantonando, almeno sotto questo aspetto, la tecnologia. Amano il cinema, ma preferiscono guardare film su Netflix o altre piattaforme di ‘streaming’ / ‘video on demand’, piuttosto che recarsi in loco, complici anche i costi giudicati un po’ troppo elevati.

Addentrandoci nei risultati che questa ha ricerca ha portato, è stata fatta una precisa distinzione; sono stati individuati quattro gruppi o ‘Cluster’ di giovani per i quali la cultura ha diverse sfaccettature. 1- Un primo gruppo ha un concetto di cultura di stampo conservativo-tradizionalista, 2- il secondo gruppo considera la sfera culturale come momento di esplorazione di proposte originali, 3- un’altra parte di giovani pensa alla cultura come una risorsa per la propria affermazione sociale, una potenziale leva di crescita, 4- un altro gruppo ancora, la vede come un complesso di conoscenze aperto e dinamico in equilibrio fra tradizione e sperimentazione innovativa. Sulla base di queste particolari caratteristiche che, in base alle proprie esperienze di vita, ciascun giovane possiede, questo studio si pone un obiettivo ben preciso.

Cosa fare in concreto e, soprattutto, come far interagire sempre più i giovani con il mondo culturale? Non sarebbe necessario fare qualcosa in concreto per aumentare la fruizione sia culturale che creativa? Una significativa risposta l’hanno fornita un piccolo gruppo composto da cinque giovani, tre ragazze e due ragazzi, invitati e presenti in occasione dell’ultima presentazione del XI Rapporto Civita, svoltasi a Milano dentro le Gallerie d’Italia di Piazza della Scala. Giovani che hanno studiato, si sono formati, lavorano, svolgono nuove e creative professioni, e hanno voluto raccontare il loro rapporto con il pianeta-cultura.

"Millennials". Sono i nati fra la metà degli anni '80 e i primi anni duemila. Chi sono i giovani d’oggi? Ne parla l’XI rapporto dell’Associazione Civita.
Un gruppo di cinque giovani, tre ragazze e due ragazzi, spiegano la loro vita professionale e il loro modo di rapportarsi, oggi, con la cultura. Il secondo a sinistra, mentre parla ai micrifoni, si chiama Jacopo Mele- Digital Life Coach

Una risposta maggiore l’ha data quest’ultima ricerca che mette in evidenza, in primis, l’importanza di un ampliamento dell’offerta culturale. E’ necessario incrementare l’offerta di prodotti e attività culturali, personalizzati sulle esigenze dei segmenti di (non) pubblico in cerca di motivazione, integrando maggiormente la dimensione dell’intrattenimento con quella culturale. E’ necessario creare contesti idonei e strumenti ad hoc per far sì che sia maggiore la fruizione culturale e la sperimentazione creativa. La cultura dovrebbe essere percepita come un’opzione rilevante, una valida alternativa quando si impiega il nostro tempo libero. E’, altresì, importante facilitare l’accesso alla cultura. Adottare misure per abbattere, o rendere meno vincolante, l’accesso al pianeta-cultura. Eliminare, in primis, le eccessive barriere economiche ed evitare che ci siano anche barriere di tipo logistico.

Non meno degno di nota e attenzione, un altro aspetto; tutti quei giovani, molto spesso ideatori e promotori di interessanti iniziative culturali e creative, meriterebbero la grande soddisfazione di accedere a bandi o possibilità di finanziamento del loro ambizioso progetto. Per far sì che tutti questi processi siano portati a compimento, è fondamentale, aspetto sottolineato da diversi ragazzi e ragazze intervistati, che trasmettano la loro significativa impronta scuola, università, il web e i media con un certo tipo di informazione, la famiglia e le istituzioni.

Generazione Y e Z; ritratti di un mondo giovanile pieno di idee, iniziative, progetti e speranze da un lato, dall’altra il rovescio del mondo, fatto di altri giovani: quelli che studiano e leggono poco, sono social dipendenti, creativi e fantasiosi in minima parte, ma vinti dall’angoscia economico-sociale e, apparentemente, allo sbando e senza speranza. Le generazioni attuali e future, risorse preziose per il paese? Per i prossimi 10 anni, ai posteri il compito di emettere ardua sentenza.

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 41 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Ideatore, fondatore, editore della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE