Filippo, un precario come tanti

Giovani disoccupati, precari, malpagati, sfruttati o costretti a lavorare gratuitamente. Ragazzi, ragazze, under o over 30, senza certezze professionali e con il diritto alla pensione che rischia di diventare sempre più fantasia pura. Situazione che conosciamo, ormai, da diversi anni. Le leggi di riforma del lavoro e del welfare degli ultimi otto anni e mezzo, hanno peggiorato una situazione, 10 anni fa già abbastanza complicata. Il vecchio contratto a tempo indeterminato, l’art. 1, è quasi preistoria, l’art. 18 che tutelava i più “senior”, vicini alla pensione, dall’ingiusto licenziamento, giace al museo dei ricordi. Il Jobs Act, se ci è consentita la metafora enogastronomica, è la ciliegina amarissima che decora una torta, avariata da tempo, ma a lungo conservata nel frigorifero. Il Decreto dignità considerato, da nove lavoratori su dieci, la peggiore delle “prese in giro all’italiana”. Chi può, scappa il prima possibile all’estero per cercare fortuna e costruirsi una vita dignitosa. Chi non può, giovane o meno giovane, si ritrova nel bel mezzo di una palude scura, umida, senza alcuna via d’uscita. Chi non vuole restare a vita nella palude, prova a rimboccarsi le maniche per risalire la china.

Pagato 6 euro l'ora per potare le piante. Filippo, un precario come tanti
Pagato 6 euro l’ora per potare le piante
Filippo
, un precario come tanti

Quello che ha fatto Filippo. In realtà, il suo vero nome è un altro, ma ci ha concesso di chiamarlo con questo acronimo. Ventenne, origini meridionali, emigrato al nord con i suoi genitori quando aveva appena due anni. Il padre, poco dopo, ha deciso di abbandonare la famiglia, lasciando solo il suo piccolo figlio, senza passare alla ex moglie alcun centesimo di euro per il suo mantenimento. In questi anni, la mamma e il suo migliore amico, quest’ultimo purtroppo tragicamente e prematuramente scomparso, sono stati i suoi punti di riferimento. Preso il diploma, questo giovane ragazzo ha subito intrapreso, nonostante le difficoltà del momento storico, la via del lavoro. Non trovando, sin da subito, l’occupazione dei suoi sogni, considerata la sua forte passione per il verde, senza vergogna alcuna ha deciso di dedicarsi all’orticoltura. E’ lui in persona a volerci raccontare quest’esperienza e come si svolgono le giornate: “Mi posso considerare orfano di padre, anche se non l’ho mai perso, da quando ero piccolissimo. Un bel giorno ha deciso di voltarci le spalle, andarsene di casa, senza più pensare a me e mia mamma. Non abbiamo mai visto un soldo inviatoci da lui. Inutile dire che il mio percorso di crescita personale è stato difficile, in salita. La natura e il verde, a poco a poco hanno cominciato a piacermi. Piantare le piante, mi piace molto. Lavorare per la natura significa prendersi cura e tenere a qualcosa di importante ossia l’ambiente in cui vivi. Un ambiente da rispettare e, rigorosamente, da salvaguardare”.

Quando affrontiamo, insieme a Domenico, la questione contratto e salario, la sua risposta è secca: “Lavoro solo mezza giornata e sono pagato non più di 6 euro l’ora. Quindi, se lavoro per 4 ore, la mia paga è di 24 euro. A questo aggiungo non mi chiamano tutti i giorni a lavorare. Con queste cifre super modiche, è molto difficile vivere e diventare indipendenti. Cerco sempre di guardarmi intorno, ma avendo solo il diploma e non avendo continuato gli studi, indubbiamente non è facile poter aspirare a qualcosa di più. Tuttavia, nonostante tutto, voglio essere positivo e sperare in un futuro decisamente più roseo”. Alla domanda, se gli è mai venuto in mente di fare le valigie e andare via, oltre confine, Domenico ci risponde: “Mi trovassi, ancora, in questa situazione fra 10 anni, ci penserò e, sicuramente, pure un po’ prima. Al momento, tiro fuori l’orgoglio e spero tanto che il mio paese mi possa proporre qualcosina di più prezioso o sostanzioso”.

Un giovane, precario come tanti, in parte scoraggiato, ma deciso a lottare. Nel bel mezzo di una palude scura, al momento con poche vie d’uscita, la speranza è sempre l’ultima a morire.

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 41 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Ideatore, fondatore, editore della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE