C’era una volta la Generazione X”. Si era soliti parlare di quei giovani, età compresa tra i 13 e i 18 anni. Ragazzi e ragazze di belle speranze, spensierati, tutti in jeans, maglietta e anfibi, a parlare del loro film o programma preferito, dei loro idoli calcistici, tutti in fremita attesa del sabato e pronti per andare a ballare. Ragazzi con, ancora, un’intera vita davanti, tanti sogni accarezzati con le mente e con gli occhi, infiniti progetti o obiettivi da concretizzare.

Di quella Generazione si ha solo un lontano ricordo e gli adolescenti odierni non sono, minimamente, i lontani parenti della Generazione X decantata poc’anzi. Un anno fa, proprio di questi tempi e da appena cinque giorni, era finito il primo e storico lockdown nazionale: dal 09 marzo al 03 maggio 2020, abbiamo conosciuto un intero Paese chiuso. Bar, ristoranti, negozi, librerie, e attività commerciali di ogni tipo con le saracinesche abbassate. Traffico aereo, ferroviario totalmente fermo. Attività turistiche costrette, anch’esse, a sigillare le loro porte. Solo supermercati o negozi di alimentari al dettaglio, farmacie e tabaccherie sono rimaste al servizio dei cittadini per la fornitura dei beni essenziali.

L’esplosione della pandemia, SARS Covid-19, ha letteralmente stravolto il nostro mondo, le nostre vite. Soprattutto ha totalmente sconvolto la vita dei “nostri” ragazzi: scuola non più in presenza, eccetto le scuole elementari e le prime classi delle medie. Per gli studenti delle superiori soltanto lezioni con la formula DAD, didattica a distanza.

Niente più vita sociale con i propri coetanei; così, il computer diventa quel “fedelissimo” ed instancabile amico che tiene vive e colora, leggermente, le loro giornate. Tra lezioni in formato digitale, webinar, chat su Facebook o WhatsApp, un’intera generazione si vede, letteralmente, privata della propria libertà. Scombussolata la vita delle loro rispettive famiglie: genitori e nonni costretti a riorganizzare la loro agenda quotidiana, dividendosi tra lavoro, commissioni casalinghe, e l’attività didattica dei propri figli da seguire attentamente e senza distrazioni.

Lo scorso anno, un docente di un Istituto Tecnico di Pistoia ha alzato la voce e fatto sentire il suo grido di battaglia, invitando Istituzioni e famiglie a non sottovalutare le problematiche adolescenziali, le sofferenze emotive che i ragazzi stanno patendo e, soprattutto, a non abbandonare i nostri giovani.

Oggi, a distanza di un anno dall’arrivo del terribile Coronavirus, ci sono persone che non smettono di avere a cuore la vita e i problemi degli adolescenti. “Street Work Out”. E’ il nome di un interessante, ambizioso format che esiste e viene sperimentato già da diversi anni. Su questo format è stato costruito un progetto, “Una Scuola di Emozioni“. Lavorare e, perché no?, anche studiare fuori, all’aperto, in compagnia delle cuffie. Hai lezione di italiano? Storia e geografia oppure matematica e scienze? Con questo nuovo modo di conoscere e apprendere, si consente a tanti ragazzi di provare nuove emozioni. Quelle emozioni che, per più di un anno, sono mancate.

Una delle Ambassador di “Street Work Out” e ideatrice di “Una Scuola di Emozioni” è Ivana Mazzarella. Professionista operante nel settore dello sport e delle Scienze Motorie, mamma di una ragazza di 16 anni. Lunedì 10 maggio, in tarda mattinata presso il liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale (RM), si svolgerà la prima lezione di educazione fisica proprio con la formula dello Street Work Out. Sarà presente, per l’occasione, anche il Sindaco di Albano. Il perché di questa iniziativa? La Mazzarella ce lo spiega in modo dettagliato, mettendo soprattutto in evidenza che il tema giovani è un tema che le sta molto a cuore. Questo perché non si è mai dimenticata del periodo in cui è stata lei giovanissima. I ragazzi di oggi, privati della loro libertà, possono e sono ancora in grado di trasmettere emozioni forti e particolari.

Più fondi pubblici e maggiore sostegno richiesto per la scuola pubblica, il problema del precariato nel mondo dell’insegnamento, bullismo e cyber bullismo; ora, ciliegina amata sulla torta, le crisi esistenziali della vecchia Generazione X. La scuola sta vivendo un profondo cambiamento. Positivo? Negativo? Questo inedito, creativo, e formativo progetto rappresenta, senza dubbio, un significativo STEP; voler dare all’Istituzione Scuola, ai docenti, e agli studenti una seconda vita di conoscenze, competenze, sapere, e di esperienze umane e sociali decisamente nuove, serene, e con lo sguardo volto ad un futuro propositivo.

Scuola che vuole innovare, innovarsi, ritornare alla normalità ed emozionarsi.

“Street Work Out”, lezioni all’aria aperta

Il racconto di Ivana Mazzarella by Chinics News Magazine on Spreaker

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 41 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Ideatore, fondatore, editore della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE