“Nel 2007 mi hanno diagnosticato un meningioma cerebrale che mi ha reso ipovedente. Ho subito un intervento di asportazione del tumore nell’ottobre dello stesso anno. Sono stati momenti difficilissimi. Nel 2013, a seguito di una nuova diagnosi avvenuta in precedenza, mi son sottoposta al medesimo intervento di asportazione di due recidive. Anche in questa occasione ho dovuto avere molta forza, lottare contro questa situazione del tutto inverosimile. Non è facile accettare di avere un tumore, figuriamoci una diagnosi di doppia recidiva a distanza ravvicinata dal primo intervento. Per realizzarmi, personalmente e professionalmente, ho studiato intensamente per diventare una Social Media Specialist, facendo di tutto per non arrendermi a convenzioni e pregiudizi. Svolgo questo lavoro nonostante le oggettive limitazioni che mi costringono a non pochi sforzi”.

Lei è Marta Pellizzi. 31 anni, nata a Crotone, residente ad Imola. Laureata in Scienze e tecnologie della comunicazione presso l’Università degli Studi di Ferrara. Imprenditrice, titolare di uno studio professionale nel centro della città, esperta di social network, Telegram in primis, e di digital marketing. Storia di una ragazza che, 14 anni fa, ha visto la sua esistenza cambiare radicalmente. Marta, però, non si è lasciata travolgere da paure di sorta e senso di sconfitta anticipata. Ha combattuto per la sua salute, lottato per poter studiare e avere un lavoro. Oggi, questa giovane donna può e vuole dimostrare a tanti ragazzi e senior, tutti figli di una generazione in difficoltà, che nonostante gli ostacoli e la crisi nulla è perduto. Ognuno può alzarsi, nuovamente in piedi senza cadere più. Questa ragazza di appena 31 anni, può essere fiera di quanto ha fatto finora. Oltre il suo studio professionale, è presente sui social network: su Linkedin, Telegram, e Twitter presenta, mettendoci la propria faccia e senza timore, tutti quei servizi rivolti a chi si affaccia al mondo social con l’obiettivo di investire.

Ciliegina piacevolissima sulla torta, nel maggio 2018 è uscito un suo libro. “Rivoluzione Telegram”, edito da Dario Flaccovio Editore.  Marta, interpellata poco prima di quest’esordio editoriale, ha voluto presentare la sua “creatura” editoriale, così: “Direi che l’uscita del mio libro è ciò che mai avrei immaginato. Si tratta di una casa editrice prestigiosa e l’argomento mi sta davvero a cuore. Credo in Telegram e nelle sue potenzialità e aver scritto una guida a riguardo mi rende fiera e orgogliosa. Si tratta di un grande risultato per una giovane imprenditrice come me. Un libro non si scrive tutti i giorni; è un traguardo spesso sognato e quando ti accorgi che è realtà e che questa realtà supera le speranze, conosci la felicità, specie come professionista”. E’ autrice anche di un altro libro, “Come raggiungere nuovi clienti con Telegram”.

Dopo le enormi soddisfazioni, ottenute in un “mare magnum” pieno di difficoltà e tempeste, oggi questa giovane donna deve affrontare un’altra dura battaglia. Appena sei giorni fa, la Commissione di Vigilanza INPS di Imola le ha notificato un verbale con oggetto i risultati della verifica straordinaria sul suo stato di salute e del diritto a percepire l’assegno di invalidità con l’altrettanto diritto all’accompagno. Nove anni fa, nel 2012, il Tribunale di Bologna con sentenza nr. 1319, riconobbe alla giovane Marta l’invalidità al 100% con diritto, appunto, all’accompagnamento. Un verdetto frutto di un ricorso che la Pellizzi fece in seguito ad una precedente indagine INPS di dieci anni fa. Marta godeva già dell’invalidità civile, ma la Commissione le negò, già nel 2011, invalidità con diritto all’accompagnamento. La storia, ora, si ripete. Il secondo verdetto, al termine della seconda indagine della Commissione, è umiliante a dir poco; invalidità che le è stata ridotta e riconosciuta al 70% e senza l’accompagnamento. Fatto che comporta, automaticamente, la negazione del sostegno economico. La Pellizzi, per lo svolgimento delle sue quotidiane attività, sia professionali che personali, ha bisogno di essere seguita e assistita.

Non potendo leggere, causa i danni che questa malattia ha causato alla sua vista, è dipendente dalla tecnologia. Senza il mondo digitale, Marta si ritroverebbe persa, in un pieno deserto senza fine. I suoi genitori, causa il Covid, hanno perso il lavoro e non percepiscono reddito di cittadinanza o altra forma di sussidio sociale. Una condizione di salute, economica, e familiare deleteria a dir poco. Nonostante una sentenza di tribunale molto chiara come mai questo dietro front da parte del nostro Istituto Nazionale di Previdenza Sociale? La “colpa”, in senso eufemistico ovvio, di questa giovane è di essere una ragazza istruita, laureata e di avere un’attività lavorativa, in qualità di “consulente esperta in digital marketing e social media” come libera professionista e a partita IVA, e non ha nemmeno il cane per l’accompagno.

Ragion per cui, l’INPS ritiene che non ha diritto al riconoscimento della sua invalidità al 100%. Marta, nel corso di alcune interviste rilasciate a dei quotidiani locali, ha raccontato la sua vicenda spiegando alcuni dettagli sconcertanti: “Nel 2019, dopo sette anni dalla sentenza, l’INPS mi riconvoca con le medesime modalità del 2011. In quest’occasione rilevo più problemi e comportamento pregiudizievole della volta precedente. Hanno scritto che “non è provvista di bastone per non vedenti né di cane guida”. Aggiunge il tipo di laurea conseguita e il fatto che lavoro. Omette però le informazioni verbalmente comunicate il giorno della visita, il mio stato sociale e di salute (non indicando o considerando il fascicolo sanitario consegnato). Manca che sono assistita e accompagnata da mia madre (presente pure durante la visita). Eseguo le mie azioni quotidiane con l’aiuto di qualcuno o delle tecnologie assistite per ipovedenti. Ho un visus menomato per compressione permanente dei nervi ottici. Ho un campo visivo ridotto di oltre il 90%. Ho dolore cronico alla testa e ho episodi gravi costrittivi a letto. Vengono omessi tutti i documenti medici consegnati durante la visita. Non viene riportato il risultato (referto medico) degli ulteriori accertamenti integrativi predisposti a fine visita (nel verbale vengono nominati gli esami richiesti, non inseriti i referti). Per loro non ho consegnato nessun documento alla visita e non ho eseguito gli accertamenti. In realtà in mio possesso ho (e ho consegnato alla commissione) 18 risonanze magnetiche attestanti i precedenti tumori, gli esisti chirurgici e lo stato di schiacciamento dei nervi ottici. Diversi campi visivi con differenti metodiche. Visita oculistica (richiesta dalla commissione e consegnata). Potenziali evocati visivi (richiesti dalla commissione e consegnati). Ulteriore risonanza magnetica (richiesta dalla commissione e consegnata). Campo visivo con metodica Gandolfo (richiesto dalla commissione e ancora in attesa di eseguirlo – l’Ospedale di Modena è uno dei pochi centri a eseguirlo in Italia, parrebbe non sia ancora possibile accedervi per i non residenti). Il secondo verbale della commissione non è presente anamnesi, né documenti medici consegnati e neppure la diagnosi o gli accertamenti previsti. Un verbale vuoto contenente le medesime conclusioni del precedente”. (Fonte dichiarazioni Marta Pellizzi: quotidiano Leggi La Notizia, 14 gennaio 2021)

False invalidità- i due casi eclatanti del 2020

La questione sulle pensioni di invalidità e sugli aventi diritto, è molto dibattuta. Diversi, infiniti sono i casi di false pensioni rilasciate dall’Istituto di Previdenza nostrano. La scorsa primavera, in pieno lockdown totale per l’emergenza coronavirus, una grossa indagine chiamata Smart Welfare, avviata da Guardia di Finanza di Caserta e Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha scoperto 27 casi di truffa e dichiarazioni false e mendaci commesse da diverse persone, dichiarate invalide e aventi diritto ad un’invalidità che, in realtà, non spettava loro. Le persone coinvolte e finite nel mirino degli inquirenti, hanno dovuto rispondere dei reati di associazione a delinquere, corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di contributi pubblici, falsità ideologica e materiale. Nella vicenda, coinvolto anche un avvocato che preparava fatture false da presentare durante le denunce dei redditi del periodo 2011-2014 (FonteLa Repubblica Napoli: https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/04/04/news/truffa_all_inps_pensioni_e_indennita_di_invalidita_non_dovute_avviso_di_conclusioni_indagini_per_40_persone-253095476/).

Un altro caso analogo si è verificato in Sicilia, esattamente a Castelvetrano nel trapanese. Coinvolti un ex deputato della Regione e un medico, ex collaboratore e responsabile, in passato, del Centro Medico Legale INPS. Il patto di ferro tra questo ex assessore regionale e questo ex medico, era chiaro: il medico si doveva impegnare, previo ricevimento in cambio di aiuti o favori vari, a far avere false certificazioni di invalidità a favore di amici del politico. Quest’ultimo, si assicurava, così, una vasta cerchia di voti in occasione delle maratone elettorali. Una vera e propria associazione a delinquere di stampo prettamente corruttivo, basato su una serie di falsità, volte a danneggiare la pubblica amministrazione.  Questa lunga inchiesta, chiamata Artemisia e condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, hanno accertato diverse irregolarità sulla formazione della membri della Commissione INPS chiamata ad accertare le singole richieste di invalidità, sulle modalità di redazione e formalizzazione dei referti, quasi tutti redatti senza la firma dell’operatore sociale. (Fonte inchiesta: https://www.tp24.it/2020/05/11/cronaca/pensioni-di-invalidita-false-28-indagati-a-castelvetrano-e-trapani-nbsp/149280).

Assistenzialismo allo stato puro, invalidità e accompagnamenti, reddito di cittadinanza, sussidi vari o di sorta. Questi, i diritti dei “furbetti italici di quartiere“. Le persone oneste come Marta Pellizzi? Come dice il gergo restano al palo.

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 42 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Fondatore e responsabile della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE