Mercoledì 11 settembre 2019. In Italia e nel resto del mondo si ricordano le vittime degli attentati di New York, Washington, e in Pennsylvania, accaduti 18 anni prima. A Copparo, in provincia di Ferrara, si verifica un brutto episodio che si tinge di giallo. I sanitari del 118 si precipitano presso la caserma dei Carabinieri della piccola cittadina emiliana. Giunti sul posto, nel cortile della stessa caserma trovano inginocchiato e piegato in due un ragazzo di 30 anni circa, R.D, in quel momento trattenuto in stato d’arresto. Il tutto avviene alle 13,30. Il giovane, circondato da alcuni carabinieri, avverte forti dolori addominali e ha violenti conati di vomito. Il personale sanitario ritiene opportuno trasferire, immediatamente, il 30enne al pronto soccorso di Cona. Autorizzazione che non viene concessa dai carabinieri in servizio che dichiarano: “il Comandante vieta espressamente il trasferimento di R.D. in P.S. a Cona”. Dopo ripetuti tentativi andati a vuoto, da parte dei medici, di convincere i carabinieri ad autorizzare questo urgente trasferimento in ospedale, viene chiamata la Centrale operativa che dispone l’invio di un’auto medica in Caserma. I militari chiedono che sia fatta un’iniezione, si referti e si chiuda definitivamente questa pratica. La situazione, intanto, degenera: R.D. accusa dolori sempre più forti, ha un’epigastralgia ingravescente. Il medico, giunto sul posto verso le ore 16, somministra subito una terapia idratante e antimicotica, ma consiglia ripetutamente ai militari di trasferire in pronto soccorso il ragazzo. Parole che non vengono, minimamente, ascoltate.

Nel cortile della caserma di Copparo (FE) trovano inginocchiato e piegato in due un ragazzo di 30 anni circa. Un nuovo caso tinto di giallo
Nel cortile della caserma di Copparo (FE) trovano inginocchiato e piegato in due un ragazzo di 30 anni circa. Un nuovo caso tinto di giallo

Subito dopo, arriva il Comandante di stazione che, con toni e modi per niente condivisibili, a dir poco aggressivi e irrispettosi nei confronti sia del medico che del personale infermieristico, nega il trasferimento del ragazzo in pronto soccorso. Una negazione ferma, non motivata, ma confermata da tanto di firma che l’alto ufficiale, assumendosi le sue responsabilità, mette sul foglio che sancisce il diniego del ricovero. Come se non bastasse, chiede documenti e generalità a tutto il personale sanitario. L’intera equipe, una volta voltate le spalle alla caserma di Copparo, prima redige un’accurata relazione dei fatti che si son verificati, avvertendo sia l’ASL che l’Ordine degli Infermieri, successivamente decide di denunciare quanto accaduto alla CGIL di Ferrara.

Sia nella querela che nella lettera che il Segretario della FP CGIL Ferrara, Natale Vitali, rivolge all’attenzione del Direttore Generale dell’Azienda USL della città emiliana, Claudio Vagnini, si nota che l’indice è puntato contro l’atteggiamento inspiegabile dei carabinieri e del Comandante della Stazione di Copparo. Il 14 ottobre scorso, la Direzione Aziendale ha avuto un faccia a faccia con il Comandante provinciale dei Carabinieri che ha mostrato tutta la sua completa disponibilità nel prendersi carico della situazione, assumendo una responsabile posizione per quanto accaduto nella caserma CC, e di concedere, senza se e ma, ampia discrezionalità al personale medico di decidere se ricoverare o meno il giovane.

Lettera inviata al responsabile medico e infermieristico dell’ASL di Ferrara, sul grave fatto accaduto lo scorso 11 settembre 2019 nella caserma CC di Copparo (FE)
Lettera inviata dal Segretario FP CGIL al Direttore Generale, Az. ASL Ferrara, Claudio Vagnini
Oggetto: il comportamento inspiegabile dei carabinieri e del Comandante della caserma di Copparo (FE)

Nonostante l’increscioso e grave episodio, il ragazzo non ha subito drammatiche conseguenze: tuttavia, restano forti dubbi sull’inspiegabile comportamento dei militari di quel comando: perché tanto ostruzionismo di fronte ad una ragionevole richiesta di ricovero? Perché, stando alla realtà dei fatti, tanta mancanza di rispetto per i medici e gli infermieri che, in una situazione di emergenza, stavano egregiamente assolvendo il loro dovere? L’atteggiamento dei carabinieri in servizio e del Comandante rischia di tradursi in una serie di fatti riconducibili ai reati di abuso di potere, violenza, minacce, grave e ingiustificato intralcio al regolare e corretto svolgimento di un pubblico servizio, interruzione di pubblico servizio considerate l’ambulanza e un’automedica bloccate per ore e non a disposizione per intervenire in caso di altre emergenze.

L’Arma ha già avviato un’indagine interna, la Procura di Ferrara ha iscritto nel registro degli indagati il Comandante CC della caserma di Copparo, Giorgio Feola. Lascia sconcerto e non poco anche la pagina Facebook di questo alto ufficiale: una pagina che racconta, chiaramente, le simpatie politiche che Feola nutre per il leader e Segretario della Lega, Matteo Salvini, le espressioni volgari e sessiste nei riguardi delle donne e dei trans. Questa vicenda è seguita dall’Avvocato Fabio Anselmo che, in una recente intervista rilasciata a ilfattoquotidiano.it, dice espressamente: “Quello che è successo è inspiegabile. La posizione in cui i sanitari hanno trovato il ragazzo, in ginocchio, piegato in due nel cortile, non fa presagire nulla di buono. Stupisce l’arroganza del comportamento messo in atto: è inammissibile e di una gravità inaudita, soprattutto dopo fatti come quelli di Stefano Cucchi, Carlo Magherini e Federico Aldrovandi, che dovrebbero far riflettere”. “Ancora una volta da Ferrara, arriva una lezione di democrazia e rispetto dei diritti umani, grazie alla denuncia dei sanitari, nonostante siano stati minacciati e identificati, cosa inaccettabile”. Di questo caso si sta interessando anche Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi, morto tragicamente 10 anni fa e per la cui fine sono stati condannati in primo grado, alla pena di 12 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale, i due carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro. (Cucchi, la lettura della sentenzaIl Fatto Quotidiano: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/14/cucchi-la-lettura-della-sentenza-condannati-a-12-anni-i-due-carabinieri-autori-del-pestaggio-la-commozione-di-ilaria-e-della-madre-rita/5564573/)

Alla magistratura l’arduo compito di far luce su un caso che, sull’asse Ferrara-Copparo, a distanza di quattro mesi è sempre più tinto di giallo.

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 41 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Ideatore, fondatore, editore della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE