Gli scarti urbani di Roma in mostra a Vienna

Pietralata. Ci troviamo in uno dei tanti quartieri popolari di Roma, molto vicino alla Tiburtina, non lontano dallo storico, leggendario quartiere di San Lorenzo. Tanti anni fa, qui nacque il conosciuto Atelier Montez, dal nome del suo fondatore, Gino Montez. Un vero e proprio spazio dov’è possibile conoscere e misurarsi da vicino con l’arte contemporanea relazionale. Non distante da questo laboratorio, diversi anni fa vi era una fabbrica, il Lanificio Luciani, purtroppo distrutto da un incendio.

Da questo increscioso episodio, indubbiamente un colpo al cuore per l’industria capitolina e nostrana, n’è nata una geniale, creativa idea coltivata da Montez, trasformatasi successivamente in un progetto artistico concreto. Dai resti del tetto del lanificio distrutto, Montez ha dato alla luce un’opera artistica a tutto tondo, apparentemente astratta, che si rivela un momento di arte e riqualificazione urbana.

Così è nata NONèTERNIT. Il nome di quest’opera, appunto, oggi oggetto di una mostra. Nome al quale potremmo, volendo, attribuire un triplice significato: 1- Sicuramente nasce come provocazione diretta all’eternit o amianto, materiale inquinante e molto pericoloso per la salute umana, 2- NONèTERNIT nel senso di “non eterno”. Montez, con un riciclo intelligente, ha fatto sì che i pochi resti sani di un tetto di fabbrica, distrutto da un rogo, non diventassero cenere ed inquinamento, trasformandoli in qualcosa di creativo, fantasioso, e artistico, 3- èTERNIT nel senso, seppur molto indiretto, di Città Eterna. Non a caso quest’operazione di economia circolare che ha dato vita a questa forma tutta particolare di arte, è stata portata a termine proprio a Roma, la Città Eterna amata nel mondo, purtroppo sofferente per il problema rifiuti e lo stato di degrado ambientale con il quale convive da qualche anno.

Dai resti del tetto di un lanificio distrutto, viene alla luce un’opera artistica che si rivela un progetto di arte e riqualificazione urbana, NONèTERNIT.
Il progetto NONèTERNIT, esposto all’interno della mostra Quo Vadis
AA Collections- Vienna

Il progetto NONèTERNIT è stato presentato la scorsa settimana a Vienna, ed è in esposizione all’interno della mostra Quo Vadis, presso l’AA Collections. Appassionati e curiosi potranno scoprire il progetto fino alle metà di febbraio. La capitale austriaca è l’inizio di un lungo tour promozionale che vedrà coinvolte diverse città italiane e straniere. Il valore di NONèTERNIT è stato anche riconosciuto col Premio SIAEPer Chi Crea2019. Entrando, in modo più approfondito, nel merito del significato che il progetto vuol trasmettere, possiamo dire che l’inevitabile approccio prossemico, ravvicinato alle lamiere sospese a mezz’aria, presenta un suggestivo “quadro informale” che emerge dalla frammentazione della visione, celando porzioni di spazio allo sguardo del fruitore, impedendogli una vista prospettica d’insieme e rendendo imperscrutabile la via di fuga. La galleria di Vienna diventa, così, un labirinto non solo fisicamente, ma anche metaforicamente. La storia gli elementi divisori della stanza, così come la storia dell’edificio stesso in cui si trova la galleria, un edificio comunitario viennese, riflettono nell’interazione, il ruolo apparentemente perduto dei lavoratori odierni in un mondo di automazione e di globalizzazione. L’installazione rende lo spazio angusto, tortuoso e oscuro, da percorrere come fossimo nella tana di un coniglio. La forma del Labirinto è dunque ambigua per sua stessa natura, e genera l’assurdo logico di una forma informale.

“Non tutti gli scarti urbani emergono per nuocere”. Un’opera che sa di scommessa vinta da un’artista e di speranza per una gloriosa città, qual è Roma, che insegue da tempo il ritorno dei tempi d’oro.

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 41 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Ideatore, fondatore, editore della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE