399 in 12 mesi”. Il numero dei giornalisti che, nel 2019 appena trascorso, hanno subito minacce e intimidazioni. Considerato che un anno solare è di 365 giorni, ci troviamo di fronte ad una media di 1-2 giornalisti minacciati al giorno. Come riporta Ossigeno per l’Informazione, dal 2006 fino a oggi, sono circa 4.023 gli operatori dell’informazione aggrediti verbalmente e fisicamente o, peggio ancora, brutalmente picchiati da esponenti della malavita o da chi non ama e gradisce la libera, corretta, e imparziale informazione.

Anno nuovo, vita nuova? Non per il mondo della stampa, italiana in primis. Il 2020 è cominciato con l’aggressione alla giornalista Wendy Elliot e alla videomaker Roberta Benvenuto dell’agenzia di stampa, LaPresse. L’episodio è avvenuto il 7 gennaio. La loro “colpa”, per modo di dire? Fare riprese davanti la sede del Movimento Sociale Italiano di Via Acca Larentia, a Roma, mentre si commemorava la strage di Acca Larentia. Andrea Antonini, vice Presidente di Casapound, colpisce la telecamera, ma fortunatamente l’intervento di due persone che l’hanno bloccato, ha evitato il peggio.

Un anno prima, il 7 gennaio 2019, furono aggrediti altri due reporter nei pressi del Cimitero del Verano. Il 9 e 10 gennaio a Ostuni due gravi episodi: la giornalista di TeleNorba, Anna De Feo, il suo operatore, e il direttore di Brindisireport, Marcello Orlandini, hanno subito una brutale aggressione davanti ad una villetta dove si erano recati per raccontare un omicidio che si era verificato da poco. Orlandini fu soccorso e portato all’ospedale di Ostuni per sottoporsi alle medicazioni. I tre colleghi, dopo aver sporto denuncia alla Polizia, hanno potuto riprendere a lavorare, ma con la protezione delle nostre forze dell’ordine.

Nove giorni fa, ad Arzano nel napoletano, il giornalista Mimmo Rubio è stato preso a schiaffi da uno sconosciuto che non si è presentato, tantomeno ha fornito spiegazioni sul perché del brutale gesto. Molto probabilmente, ha dato fastidio il fatto che Rubio fotografasse lo stato di degrado in cui si troverebbe una conosciuta Villa Comunale della località campana. Il giornalista è riuscito a fotografare il suo aggressore mentre quest’ultimo si dava alla fuga; subito dopo ha consegnato le foto ai carabinieri. “Giornalaio, piccolo e nauseante freelance in cerca di notorietà e procacciatore di querele”. Questi gli insulti ricevuti su Facebook dal giornalista freelance, Andrea Palladino, collaboratore del Gruppo Gedi. La “colpa”, a voler sempre usare un eufemismo, è aver segnalato a Repubblica i ringraziamenti che Rainaldo Graziani, figlio di uno dei fondatori di Ordine Nuovo, aveva rivolto ad alcuni seguaci in occasione del 50esimo anniversario della strage di Piazza Fontana, avvenuta nel 1969.

Nel 2019 399 giornalisti minacciati 
Nella foto, la giornalista Maria Grazia Mazzola (TG1 RAI)
Nel 2019 399 giornalisti minacciati
Nella foto, la giornalista Maria Grazia Mazzola (TG1 RAI)

Un inizio di anno, decisamente da dimenticare. In mezzo a questo triste quadro, tuttavia si intravede una luce di speranza; avere giustizia per le gravi offese ricevute. E’ quanto spera la giornalista, inviata del TG1, Maria Grazia Mazzola, presente due giorni fa a Bari in occasione dell’udienza preliminare dov’è imputata Monica Laera. Quest’ultima fa parte del clan Strisciuglio Caldarola e due anni fa sferrò un pugno all’inviata della Rai che in quel momento le stava facendo alcune domande in pubblico sul clan e il figlio. L’Associazione Stampa Romana ha deciso di costituirsi parte civile, insieme a FNSI, Rai, l’Associazione Libera, l’Ordine Nazionale dei Giornalisti, e il Comune di Bari, per essere al fianco della Mazzola. Il Giudice dell’udienza preliminare ha rinviato al 20 febbraio prossimo per valutare, in tutta tranquillità, le singole richieste di costituzione di parte civile. Monica Laera dovrà rispondere di minacce e lesioni con l’aggravante mafiosa.

Non solo atti di violenza psico-fisica nei confronti dei giornalisti; il Consiglio Nazionale dell’Ordine, gli Ordini regionali, i sindacati regionali di categoria, e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, da tempo stanno affrontando un altro grosso problema, quello delle querele temerarie. Sono diversi i colleghi, la maggior parte giovani freelance, che hanno subito querele o minacce di querele con richieste di risarcimenti a dir poco stratosferici. Il tutto è avvenuto, solo ed esclusivamente, con un obiettivo preciso: chiudere irreversibilmente la bocca a chi cerca, costantemente, vuole raccontare e garantire al pubblico la realtà dei fatti. I vertici di categoria stanno alla finestra, aspettando le prossime mosse di un Parlamento che, ancora, deve far conoscere la sua posizione in merito.

Mino Pecorelli, Giovanni Impastato, Giovanni Spampinato, Walter Tobagi, GiuseppeFava, Giancarlo Siani, Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Marcello Palmisano, tutti gli altri inviati di guerra che hanno perso la vita in nome della libertà di informazione e della verità. Federica Angeli, Paolo Borrometi, Sandro Ruotolo, costretti da anni a vivere sotto scorta per le loro inchieste scomode. I colleghi campani che con forza e coraggio hanno raccontato il dramma sociale della “Terra dei fuochi”, costretti a vivere nel terrore di subire minacce o gravi ritorsioni per il loro operato. La brava e coraggiosa Floriana Bulfon, autrice di diverse inchieste e vittima di atti intimidatori per aver raccontato vita e attività losche del clan dei Casamonica. La brutta vicenda del giornalista siciliano, Riccardo Orioles, amico di Pippo Fava, fondatore del giornale “I Siciliani” che tre anni fa ha ricevuto il vitalizio, usufruendo dei benefici stabiliti dalla legge Bacchelli, che l’ha risarcito di tutti i contributi previdenziali che non gli sono stati versati. Un’ingiustizia sociale subita come “punizione” per aver provato a contrastare la mafia e la corruzione.

Nomi, firme che raccontano e descrivono una stampa ferita, umiliata, ma con tanta voglia di lottare e mantenere saldo il suo sacrosanto diritto, quello di informare.

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 42 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Fondatore e responsabile della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE