Inaugurato al Centro Maria Letizia Verga ilGiardino della Sport Therapy

Leucemia e linfoma. Parole che fanno molta paura. Malattie del sangue che, se non scoperte per tempo e curate adeguatamente, possono portare a gravi conseguenze, purtroppo fatali. Patologie che colpiscono bambini, adolescenti e adulti. Con particolare riferimento ai bambini, molti sono di tenerissima età; meriterebbero di vivere l’esistenza all’insegna della gioia e spensieratezza massima, ma sono costretti a combattere con atroci sofferenze psico-fisiche. Il Comitato Maria Letizia Verga, da 40 anni e per volere del suo fondatore, Giovanni Verga, si preoccupa e lavora per assistere i bimbi e le loro famiglie, nell’affrontare il percorso di cura nel modo più sereno possibile.

Comitato che, quattro anni fa, ha dato vita ad un vero e proprio centro, il Centro Maria Letizia Verga. Una casa, nel vero senso del termine, dove non mancano le cure e la speranza per chi vi entra. Il Centro Maria Letizia Verga ha, al suo interno, un’equipe di medici, ricercatori biologi, ortopedici, medici dello sport, pronti a seguire costantemente i loro piccoli pazienti che, una volta entrati lì, dovranno restarci chissà per quanto tempo?! Un Centro che si trova a Monza, attaccato e collegato con l’Ospedale San Gerardo, che vive e si sostiene grazie ai finanziamenti privati. Finanziamenti stanziati da grosse associazioni, banche e tutti coloro che credono nei progressi della medicina e della ricerca.

Nella foto da sinistra, la Dott. ssa Francesca Lanfranconi. Medico dello sport e ricercatrice, una delle promotrici del progetto Sport Therapy che, orgogliosamente, porta avanti insieme al resto dell’equipe medica

Oggi, quel progresso che tutti attendono e sperano, è molto più grande di quanto si possa pensare. Nel 2017, per volere del Prof. Andrea Biondi, Direttore della Clinica Pediatrica, nacque il progetto “Sport Therapy”. Lo scorso 18 settembre, è stato presentato e inaugurato “Il Giardino della Sport Therapy”. Nel giardino del Centro, è sorta una palestra all’aria aperta. L’obiettivo di “Sport Therapy”? Ridurre i rischi di paralisi scheletrico-muscolare che, nei bambini leucemici, possono essere causati dalla chemioterapia e cure farmacologiche extra. Riducendo i suddetti rischi di immobilità totale, si può sperare di avviare al processo di guarigione tutti i bambini e giovani adolescenti affetti da leucemia o linfoma; questo con il prezioso contributo di una delle cure più naturali esistenti sul pianeta, lo sport.

Chi crede molto nella “Sport Therapy” e porta avanti, con fermezza, il progetto è la Dott. ssa Francesca Lanfranconi. Medico dello Sport, ricercatrice all’Università Bicocca di Milano e per un periodo della sua vita a Melbourne, in Australia. La Dott. ssa Lanfranconi ha spiegato, chiaramente, come si svolge il programma sportivo dei bambini malati. Insieme al Dott. Luca Pollastri, visita ciascun bambino, prescrivendogli l’esercizio: “Sport Therapy è un allenamento vero e proprio, senza sconti. Lo scopo, infatti, è quello di somministrare la dose adeguata di esercizio per migliorare la tolleranza all’esercizio, senza però sovraccaricare l’organismo in un momento di grande fragilità. I bambini vengono segnalati al medico dello sport dal pediatra oncologo, valutati prima dell’inizio dell’allenamento per verificare le capacità residue di svolgere l’esercizio e, dopo 12 settimane, constatare se c’è stato un miglioramento. Ogni piccolo atleta si allena tre volte alla settimana per 60 minuti, ogni seduta la si fa in palestra o in reparto. Se si tratta di un atletino con grandi problemi di salute, le sedute durano 20-30 minuti. Gli esercizi sono misti, adatti a stimolare il sistema cardiorespiratorio, il muscolo e l’osso. Dopo dodici settimane, si decide se effettuare altri tre mesi di “Sport Therapy” o se ci sono le condizioni per cui l’atletino possa svolgere un’attività, dapprima non agonistica, sul territorio. Non ci sono per altro limiti al recupero definitivo dei bambini guariti da leucemia o linfoma: Milano-Cortina 2026 è dietro l’angolo!”.

Non solo camminata, corsa, potenziamento di muscoli e ossa; per chi è in grado di farlo, scatta l’ora di diverse attività sportive, come il calcio, il golf, le arrampicate, il karate. Ogni seduta di allenamento si rivela un vero e proprio esame, un esame che può valere una vita. La “Sport Therapy”, in due anni di sperimentazioni, quali risultati effettivi ha riportato? La Dott. ssa Lanfranconi risponde: “L’analisi dei dati in corso e l’entusiasmo dei partecipanti, dimostrano che la Sport Therapy contribuisce a contrastare gli effetti collaterali delle terapie, aiuta il bambino ad avere una migliore vita sociale e psicologica. Non rinunciare a tutti i benefici dello sport, pur nel percorso della malattia, è un impagabile valore di stimolo verso la guarigione”.

Leucemia e linfoma. Parole che fanno molta paura 
Sport Therapy, la sfida alla leucemia infantile
Leucemia e linfoma. Parole che fanno molta paura
Sport Therapy, la sfida alla leucemia infantile
Centro Maria Letizia Verga (Monza, MB- Italia)

Ad affiancare la Dott. ssa Lanfranconi, ci sono anche la Prof. ssa Adriana Balduzzi, Responsabile del Day Hospital di Ematologia Pediatrica del Centro Maria Letizia Verga con l’incarico di supervisore della Sport Therapy sotto l’aspetto clinico, e il Dott. Momcilo Jankovic, Pediatra ed Ematologo. La Prof. ssa Adriana Balduzzi, entrando nel merito degli aspetti e delle questioni cliniche della leucemia, spiega in dettaglio la delicatissima situazione che si vive quando si ci trova di fronte a un bambino malato e una famiglia preoccupata se non, addirittura, disperata: “Quando un bambino giunge in un reparto di Ematologia Pediatrica, la comunicazione di diagnosi assume un ruolo drammatico per le famiglie. L’esordio della malattia leucemica è, nella maggior parte dei casi, acuto cioè veloce. Poter dire che alla chemioterapia si assocerà la Sport Therapy, è una comunicazione rassicurante. Fa pensare ai ragazzi e ai loro genitori che c’è un futuro. Gli schemi di chemioterapia implicano necessità di ricoveri, talora protratti, durante i quali i bambini e i ragazzi sono allettati. L’allettamento è di per sé una malattia. Partecipare ai programmi di Sport Therapy riduce i danni di allettamento e immobilità, incluso l’aumentato rischio di infezioni respiratorie”.

Momcilo Jankovic, Pediatra ed Ematologo, responsabile dell’Area Psico-sociale Comitato MLV, aggiunge: “Lo stato di salute di un bambino con una malattia ematologica grave, deve contemplare anche il suo aspetto psicologico. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha sancito che un bambino viene considerato guarito se ottiene una normalizzazione del suo stato di salute fisico, psicologico e sociale. La Sport Therapy, a fianco di un promettente risultato sul piano fisico, consente senza dubbio un eccellente recupero di fiducia e di coraggio in tutti i bambini/ragazzi “provati” dai farmaci a cui vengono sottoposti. Credere nella possibilità di farcela, nonostante gli impedimenti delle cure e credere di poter riacquistare la propria fisicità, giova senza dubbio al raggiungimento della loro guarigione (obiettivo primario)”.

Inaugurazione de Il Giardino della Sport Therapy- il taglio della torta
(Monza, 18 settembre 2019)

Sugli effetti della Sport Therapy, il Prof. Jankovic aggiunge: “Tutti i piccoli atleti vengono valutati per le loro condizioni del momento e in base anche all’età. I programmi che vengono preparati, sono personalizzati e quindi rispettosi delle esigenze singole. L’attività motoria, anche nei casi più “delicati”, ha una sollecitazione positiva nella produzione di sostanze organiche capaci di stimolare l’organismo nei suoi parametri vitali. E’ una terapia complementare, essenziale nella restituzione di un organismo ferito, ma nella maggior parte dei casi, solo transitoriamente: in sostanza, cioè, fare Sport Therapy durante le cure fa bene”.

Al Centro Maria Letizia Verga, sulle pagine del diario personale di ciascun piccolo paziente è scritta una sola parola, “speranza”. Quella speranza che è, sempre, l’ultima a morire.

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 42 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Fondatore e responsabile della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE