Taser, taser, taser”. Trattasi di una pistola elettrica, usata dalle Forze di Polizia come alternativa alla tradizionale arma da fuoco, per stordire e paralizzare, temporaneamente, il malvivente di turno. All’interno del manico è inserita la batteria, facilmente ricaricabile. Una cartuccia, sparata nelle situazioni di emergenza, contiene fino a due proiettili in grado di colpire fino a una distanza massima di 6 metri.

La parola “taser” è stata pronunciata ben tre volte da una poliziotta americana. Si chiama Kimberly Potter, 48 anni, agente di in servizio presso il Brooklyn Center Police Department della città di MinneapolisStato del Minnesota. Una città, ancora oggi, scossa e che non ha superato il grande trauma causato dalla drammatica, spaventosa morte di George Floyd.

Domenica scorsa, 11 aprile 2021, si è ripetuto un altro inspiegabile dramma: un giovane di 20 anni, Daunte Wright, esce con la sua macchina e viene fermato dalla polizia per una presunta infrazione. Gli agenti lo dichiarano in stato di arresto, a malapena Wright riesce a chiamare i familiari e ad avvisare quanto stava accadendo. I poliziotti provano ad ammanettarlo, ne nasce una colluttazione, nel frattempo si inserisce l’agente Potter che estrae un’arma. Un taser? Sembrerebbe di sì, ma in realtà era una pistola. Parte un colpo e l’agente, solo dopo si accorge di aver sparato. Wright prosegue la sua brevissima marcia a bordo della sua automobile, ma l’auto si schianta.

“TASER, TASER, TASER”: la poliziotta e l’incredibile allucinazione 


Foto: modello pistola taser
“TASER, TASER, TASER”: la poliziotta e l’incredibile allucinazione
Foto: modello pistola taser

Quando gli agenti raggiungono il veicolo e aprono la portiera, il ragazzo era già morto. Un errore, francamente, incredibile a dirsi. Scambiare una pistola, un’arma facilmente riconoscibile, con un taser. Dalla Casa Bianca, il Presidente americano Joe Biden, addolorato per questa tragica vicenda, chiede che siano accertate responsabilità e responsabili.

“TASER, TASER, TASER”: la poliziotta e l’incredibile allucinazione

 
Foto: tentativo di arresto di Daunte Wright
“TASER, TASER, TASER”: la poliziotta e l’incredibile allucinazione
Foto: tentativo di arresto di Daunte Wright

Dopo questo ennesimo omicidio per mano della polizia statunitense, scoppiano ancora forti proteste e violenti disordini; si ripete quanto visto a maggio di un anno fa, quando è stato ucciso George Floyd. Il tutto è capitato, proprio, nel cuore di un processo, il processo all’ex agente Derek Chauvin, responsabile della morte di Floyd che, tramite il suo legale, sta escogitando ogni forma di difesa per provare a “sfuggire” ad una possibile e severa condanna.

Ancora una violenta morte, lacrime amare, un’altra verità da accertare e un’accusa di omicidio che pende a carico di una donna. Come mai un errore così assurdo? La tensione, l’adrenalina di un arresto in corso può giocare, veramente, brutti scherzi a tal punto da confondere una pistola con un “taser”? Oppure, ancora una volta, siamo costretti a parlare di un attacco e, conseguente, offesa brutale alla pelle nera da parte della cieca furia bianca? Sarebbe curioso chiedere se è sposata e se, almeno per un attimo, le sia mai capitato di scambiare il proprio consorte per il paio di mutande che è solita indossare durante la giornata?! Forse, il suo madornale sbaglio troverebbe una piccola attenuante in un Paese, gli Stati Uniti d’America, dove della parola attenuante, salvo rarissimi casi, non si sa dove sia la casa.

Minneapolis (US): Daunte Wright, ennesima vittima della furia bianca

Minneapolis (US): Daunte Wright, ennesima vittima della furia bianca
Video by Marco Chinicò

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 41 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Ideatore, fondatore, editore della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE