“Aumentare o rafforzare sempre di più la campagna vaccinale ed estendere l’obbligo del green pass anche ai lavoratori pubblici e privati”. Questi i temi della giornata di ieri sui quali il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha convocato la cabina di regia. Detto, fatto! Da appena due ore, è stato approvato all’unanimità il decreto che estende l’obbligatorietà del Green Pass. Entrerà, ufficialmente, in vigore il 15 ottobre prossimo. Prima del decreto, a dover esibire il green pass erano in particolare tutti coloro che si recavano e si sedevano dentro bar ed esercizi di ristorazione, chi partecipava ad eventi oppure andava al cinema o teatro, in palestra o piscina. A scuola, dove è cominciato da appena tre giorni un nuovo anno scolastico, obbligo vaccinale e green pass per docenti, personale tecnico e amministrativo. Ora, con questa estensione l’obbligo del green pass tocca anche ai lavoratori di pubbliche amministrazioni o enti pubblici, di aziende private, a chi lavora dentro cinema, musei, teatri, oppure fa del volontariato. Per quanto riguarda i lavoratori, quest’ultimi saranno rigorosamente controllati dal loro datore di lavoro. Una volta trascorsi cinque giorni dal primo controllo, se ancora sprovvisti di green pass, rischiano la sospensione dello stipendio e una multa pesante, ma non provvedimenti che portano al licenziamento.

I requisiti principali per ottenere il green pass, rilasciato rigorosamente dal Ministero della Salute, sono: aver completato la campagna vaccinale o avere fatto, almeno, una dose di vaccino. Se si è stati ammalati di Covid-19, è sufficiente il certificato di guarigione oppure, come altra ipotesi, per chi non è vaccinato deve avere il certificato che attesti la negatività di un tampone, fatto 48 ore prima. Chi ha fatto soltanto una dose di vaccino, mentre prima doveva attendere 15 giorni per avere il certificato verde, dal 15 ottobre in poi lo ottiene subito.

La questione vaccini, green pass e obblighi di sorta, ha molto agitato gli animi dell’opinione pubblica durante la calda e torrida estate 2021 che stiamo, ormai, per salutare: i NO VAX e NO Green Pass non si sono mai placati. Proteste e malcontenti a gogo e che, in realtà, continuano ancora. Nei giorni scorsi, ci sono stati anche brutti e spiacevoli episodi di violenza ai danni di colleghi giornalisti e giornaliste che cercavano soltanto di raccontare, come dovere professionale e deontologico vuole, tumulti e proteste.

Vaccini, green pass e obblighi: “il dilemma italico”  



Foto: Obbligo vaccinale indiretto o nascosto/occulto
Vaccini, green pass e obblighi: “il dilemma italico”
Foto: Obbligo vaccinale indiretto o nascosto/occulto

Mettendo da parte scontri politici e di piazza a parte, dare un sonoro calcio alla pandemia, SARS-Covid 19, è l’obiettivo di tutti. Tuttavia, restano diversi nodi da sciogliere, alcuni di non poco conto: aspettando il prossimo 15 ottobre, il primo inquietante punto interrogativo da sciogliere è: 1- Come mai obbligo di green pass per tutti i cittadini e per i nostri politici solo un invito dal Governo, ad adeguarsi alle nuove nome? I nostri “Signori parlamentari” già godono di parecchi e discussi privilegi: dagli altissimi stipendi che non vogliono tagliarsi, ai vitalizi dopo appena una legislatura fino al diritto di viaggiare, a spese dei contribuenti, su treni, aerei, o di partecipare a importanti eventi o manifestazioni, anche sportive, entrando liberamente e gratuitamente. La questione obbligatorietà o meno della certificazione del Ministero della Salute ha acceso, in questi ultimi due mesi, il dibattito politico e, come quasi sempre accade, la classe dirigente è divisa in due parti: chi è a favore e chi dice, chiaramente, “il Parlamento è un luogo di lavoro, quindi nessun obbligo”. I parlamentari sono obbligati a esibire il green pass solo se entrano nel bar o ristorante del Parlamento oppure qualora partecipano ad alcune conferenze stampa. Per il resto, si sottovalutano gli enormi rischi ai quali sia deputati che senatori, complici i loro numerosissimi impegni istituzionali, andrebbero incontro.

2- Il secondo nodo o punto interrogativo da sciogliere è se è costituzionale o meno aver imposto finora, seppur molto indirettamente e non formalizzato dalla legge, un invito a fare almeno la prima dose di vaccino? I docenti e il resto del personale scolastico sono stati formalmente obbligati a sottoporsi alla prima dose, pena la non ammissione a scuola e la perdita del loro contratto annuale di lavoro. Anche qui le discussioni, altrettanto roventi, non sono mancate. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, di fronte a questo problema si è preferito più sviare piuttosto che affrontare, di petto, gli aspetti della questione mettendo in risalto il solo obbligo del certificato verde. Certificato, però, che nasce ed esce fuori dal cilindro solo se sono state fatte entrambe oppure una delle due dosi di vaccino. Ragion per cui, è più giusto parlare di obbligo formale di certificazione verde, sancito con legge, conseguenza di un obbligo nascosto o occulto.

3- Campagna vaccinale, “c’era una volta il vaccino Astrazeneca, obbligatorio…anche qui in modo molto indiretto…per tutte le persone dai 18 fino ai 50 di età. Il Pfizer, inizialmente, era destinato solo alle persone molto più adulte e agli anziani. Dopo i tanti casi di sospette trombosi e decessi, molto probabilmente legati ad Astrazeneca, ma mai chiariti nel vero senso del termine dalla cronaca, il Pfizer si è conquistato un ruolo di leadership ossia di primo vaccino efficace e sicuro al 100 per cento e da somministrare, senza se e ma. Il vaccino Spikevax, prodotto da Moderna Biotech e conosciuto, semplicemente, con il nome di Moderna, è stato somministrato per la prima volta lo scorso 14 gennaio 2021. Stando a quanto riportato dal Ministero della Salute, sembra che questo vaccino possa essere utilizzato per completare un ciclo vaccinale misto, nei soggetti di età inferiore ai 60 anni che abbiano già effettuato una prima dose di vaccino Vaxzevria, a distanza di 8-12 settimane dalla somministrazione di questa dose. Questo, quanto stabilito dalla circolare dello scorso 11 giugno. In seguito agli ultimi pareri del Comitato Tecnico Scientifico, con la Circolare di appena due giorni fa, 14 settembre 2021, si considera la somministrazione di dosi addizionali (come parte di un ciclo vaccinale primario) e di dosi “booster” (come richiamo dopo un ciclo vaccinale primario) del vaccino Spikevax o Moderna. Il vaccino Janssen o Johnson&Johnson, viene somministrato, in unica dose, a partire dai 18 anni di età. Con la Circolare del 21 aprile 2021, il Ministero raccomanda un uso preferenziale del vaccino nelle persone di età superiore ai 60 anni.

Vaccini, green pass e obblighi: “il dilemma italico”
Foto: vaccino russo Sputnik V

Tuttavia, quanto riportato da questi circolari, testé citate, verrebbe smentito da fatto datato 20 agosto 2021: negli Stati Uniti, la Food and Drugs Administration (FDA) ha approvato e certificato il vaccino Pfizer/BioNTech a titolo definitivo. Questo è sinonimo di due aspetti: il Pfizer non è più usato in uno stato d’emergenza, ma è ufficialmente autorizzato e può essere messo sul mercato. In Italia, il vaccino Pfizer ha ricevuto un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata: questo vuol dire che efficacia e sicurezza sono, abbondantemente, superiori ai rischi, Pfizer può andare sul mercato, ma i produttori possono, pian piano, presentare delle piccole modifiche anche se già in commercio. Qualora fosse necessario, anche un chiaro intervento legislativo può perfezionare l’autorizzazione o definitiva immissione del Pfizer.

Sputnik V, da aspirante “Salvatore di tutte le Patrie mondiali a madornale flop”. Molti dubbi sulla qualità ed efficacia del vaccino sono sollevati, addirittura, dagli stessi cittadini russi. Diversi cittadini si sono rifiutati di farlo. Non si hanno notizie precise sia sull’efficacia che sui possibili effetti collaterali, in più i risultati di diverse ricerche e test medico-scientifici risulterebbero “top secret” e, mistero, non accessibili pubblicamente. Ema e AIFA, le due massime autorità che regolano la validità del vaccino, in Europa e Italia, hanno detto il loro secco NO al prodotto “Made in Russia”.

Insomma, un vaccino non approvato e certificato, tre finiti dietro le quinte, e il Pfizer diventato il “The King” della campagna vaccinale. E’ solo una questione di sicurezza assoluta di questo prodotto oppure su Pfizer Inc. piovono, come grandine, cascate e cascate di milioni di dollari? Che il potere dei soldi, degli interessi possa averci messo del suo, non è affatto da escludere, ma questa è un’altra questione per di più non italiana, ma mondiale. Decreti, leggi, leggine, domande, dubbi, intrighi e misteri di una pandemia, ancora presente e che, sotto tutti i punti di vista, non conosce fine.

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 42 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Fondatore e responsabile della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE