Nove giorni. Sono trascorsi appena otto giorni dall’indimenticabile domenica 11 luglio 2021, da Italia-Inghilterra. Come 39 anni fa, il triplice fischio dell’arbitro di allora, Arnaldo César Coelho, sancì l’Italia Campione del Mondo 1982 e per la terza volta nella sua storia, l’ultimo calcio di rigore parato da Gianluigi Donnarumma all’inglese Saka, ha sancito ancora una volta il dolce verdetto a nostro favore. Dopo 53 anni, la nostra Nazionale Italiana di Calcio si è laureata Campione d’Europa per la seconda volta nella sua storia. Un capolavoro, quello compiuto dal commissario tecnico, Roberto Mancini, che oltre a mettere la piacevole ciliegina sulla torta su un duro lavoro cominciato tre anni fa, dopo la tragica mancata qualificazione al Mondiale 2018 in Russia, ha spazzato via le brucianti sconfitte di Rotterdam 2000 e Kiev 2012.

Dai nostri trionfi all’atroce, scottante dolore di tifosi, Federazione, Nazionale, e politica britannica che, come i francesi 15 anni, proprio non hanno accettato di perdere contro noi italiani. Come se non bastasse, da più di cinque giorni è stata lanciata una petizione su Change.org. Diverse le firme raccolte e una richiesta ben precisa: “far rigiocare la partita”. Il motivo? La trattenuta di Giorgio Chiellini ha stroncato una chiara occasione da goal che sarebbe capitata al giocatore Saka.

Wembley nove giorni dopo tra gioie, rabbia e petizioni  


Foto: trattenuta Chiellini- Saka: tifosi inglesi lanciano petizione
Wembley nove giorni dopo tra gioie, rabbia e petizioni
Foto: trattenuta Chiellini- Saka: tifosi inglesi lanciano petizione

I supporters britannici sono più che convinti che la direzione arbitrale sia stata a nostro totale favore. La nostra risposta, sin dall’inizio del nostro Campionato Europeo, l’abbiamo sempre data sul campo: un gioco di squadra eccellente, brillanti performance tecniche dei nostri giocatori, giovani e talentuosi. Un gruppo che, compatto, ha saputo vincere e raggirare a proprio favore anche situazioni non proprio facili. Le gare con Austria, Spagna, e la stessa finale di Wembley sono state le tre nostre grandi prove di carattere.

E la Nazionale inglese di Gareth Southgate? E’ arrivata in finale, grazie a un discutibile e generosissimo calcio di rigore ottenuto contro la Danimarca in semifinale. Ha mostrato fanatismo, razzismo, intolleranza totale nei nostri confronti. Persa l’ultima sfida dagli undici metri, con un amarissimo verdetto finale, difficile da digerire considerato che non vincono da 55 anni, i giocatori hanno deciso, come forma di disprezzo, di levare dal collo la medaglia d’argento, la medaglia dei “secondi”, degli eterni secondi. Secondi a malapena sul fronte calcistico. Moralmente, eticamente, e sportivamente parlando, per un bel po’ di tempo, resteranno il nulla assoluto.

Wembley nove giorni dopo tra gioie, rabbia e petizioni 


Foto: la delusione inglese e la medaglia tolta
Wembley nove giorni dopo tra gioie, rabbia e petizioni
Foto: la delusione inglese e la medaglia tolta

Chiusi i battenti su quest’edizione degli Europei di calcio, resta un interrogativo tutto da spiegare. Il senso, il significato di questo inspiegabile “potere politico-calcistico” dato alla città di Londra e a tutta l’Inghilterra intera. Ottavi di finale, semifinali, e finale si sono giocate nella città simbolo dell’anti-europeismo puro. Quell’Europa che, sul fronte istituzionale, Londra ha sempre snobbato, ma ha sfruttato finché le è convenuto. Da cinque anni, con la Brexit, fuori dall’UE, mai entrati nella moneta unica europea, forti sostenitori della loro identità “british”, ma paradossalmente protagonisti in questa competizione. Una finale Euro 2020 a Roma, Parigi, Berlino, o Madrid? Sarebbe stata la scelta più logica di un’Europa “andata nel pallone” e incapace di farsi rispettare.

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Foto: Wembley Stadium- Londra (UK)
Wembley nove giorni dopo tra gioie, rabbia e petizioni
Foto: Wembley Stadium- Londra (UK)

Euro 2020: Wembley una settimana dopo tra gioie, rabbia e petizioni

Video by Marco Chinicò

Euro 2020: Wembley una settimana dopo tra gioie, rabbia e petizioni

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 42 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Fondatore e responsabile della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE