«Yes, we can». 11 anni fa, il motto pronunciato più volte da un conosciuto politico statunitense, di origini afroamericane, diventato Presidente degli Stati Uniti. Motto, oggi, scritto su pagine che raccontano una storia. Storia significativa e di successo. Ci parla di agricoltura sostenibile, economia circolare e ci fa capire che, nella vita, niente è impossibile o irraggiungibile. Località Valle La Merla. Ci troviamo lungo la Cassia bis, a metà strada tra Cesano di Roma e Campagnano, vicini al Lago di Martignano. Qui è nata una micro- fattoria permaculturale, l’Orto di Clapi.

«Yes, we can». Motto scritto su pagine che raccontano una storia di successo. Ci parla di agricoltura sostenibile ed economia circolare. E' l’Orto di Clapi
«Yes, we can». Motto scritto su pagine che raccontano una storia di successo. Ci parla di agricoltura sostenibile ed economia circolare. E’ l’Orto di Clapi
(Campagnano di Roma- RM)

Orto di Clapi, origine e attività– Un orto di dimensioni vaste. La proprietà è di un ragazzo di 24 anni, Lorenzo Maggi. Imprenditore agricolo, laureato in Scienze Forestali all’Università della Tuscia di Viterbo. Appassionato di ambiente, studioso sia delle condizioni di salute che della fisiologia del terreno e delle piante. Fermo sostenitore della tutela ambientale, convinto seguace della sostenibilità, fortemente attratto dalla permacultura. L’Orto di Clapi è venuto alla luce grazie a un regalo della sua famiglia. Il nome Clapi nasce dall’unione dei nomi Claudio e Pina, i suoi genitori. Questo pezzo di terreno ha permesso a Lorenzo di costruire un ambizioso progetto permaculturale. Con un metodo di progettazione, la permacultura, vuole valutare il territorio e le risorse che quest’ultimo potrebbe offrire. Come nasce l’Orto di Clapi? Quali attività si svolgono e come si svolgono? Il lavoro specifico da fare per produrre, autonomamente, acqua ed energia. Ultimo aspetto, il modo di intendere e fare economia circolare. Come produrre in modo sostenibile riducendo gli sprechi e, successivamente, valutare e selezionare gli scarti da poter, eventualmente, riutilizzare.

Lorenzo presenta e racconta il suo orto, così: «L’Orto di Clapi è nato due anni e mezzo fa circa con l’obiettivo di creare una realtà aziendale che, con un metodo di progettazione, la permacultura, sia in grado di produrre cibo in modo sostenibile. Produrre in modo sostenibile si può, ma soprattutto è altrettanto possibile lavorare autonomamente per la produzione energetica, l’approvvigionamento e il risparmio di acqua. In questo progetto è inclusa, anche, la concreta possibilità di dare vita a una piccola realtà abitativa che possa rivelarsi un polo di analisi, studio e divulgazione di sistemi permaculturali a livello aziendale. Con l’aiuto di piccoli agricoltori e produttori locali, cerchiamo di creare una comunità che si autosostenti e funzioni in maniera autonoma».

Orto di Clapi- produzione di erbe aromatiche e insalata

Cosa produce l’Orto di Clapi– In quest’orto si coltivano varietà di piante, erbe, radici, insalate, tipologie rare di ortaggi e, con l’inizio della stagione estiva, comincia un’abbondante produzione di pomodori biologici. Come ha precisato Lorenzo, «l’intento di questa impresa agricola è produrre del cibo naturale, dal sapore vero, reale. Sapore che deve essere un linguaggio universale, capace di raggiungere tutti i palati, in grado di imporsi sulle produzioni commerciali, da agricoltura convenzionale». Produzioni commerciali che, essendo trattate spesso con conservanti o sostanze chimiche, potrebbero rivelarsi nocive per la nostra salute ed essere prive di sapore. Tutti i prodotti coltivati e che maturano in questa micro-fattoria, sono venduti sia alle famiglie che a tutti gli esercizi di ristorazione.

Orto di Clapi- piantagioni in fase di fioritura

L’Orto e i suoi pomodori biologici– E’ la verdura che ci accompagna nel corso dell’intera stagione estiva. I semi di questi pomodori sono piantati su un pezzo di terreno, sotto il quale vi è della paglia. Paglia che, nei lunghi periodi di caldo e siccità, permette di mantenere umida la terra e ai pomodori di crescere e svilupparsi. Una volta maturi, assumono un colore giallo e aranciastro, un sapore genuino, fruttato. La tipologia di pomodori coltivata nell’Orto di Clapi, ha un’origine antichissima e la troviamo in Messico. Paese molto caldo, in estate luogo ideale per coltivare e far crescere questi pomodorini.

Orto di Clapi- pomodorino biologico maturo e raccolto

LOrto di Clapi come realtà abitativa– Il secondo progetto che Lorenzo Maggi sta mettendo in piedi, è fare di quest’orto anche una realtà abitativa. In una parte del terreno sorgerà presto questa struttura abitativa che disporrà di tre cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, di un impianto a sistema solare per la produzione energetica, un altro impianto a sistema solare- termico in grado di produrre acqua calda. In aggiunta, ci sarà un ultimo impianto di tipo micro-eolico che sarà posizionato sopra il tetto; potrebbe essere installato anche sui balconi o sopra i tetti dei palazzi condominiali, in città. La concreta funzionalità, micro-eolica appunto, di questo stesso impianto e i suoi effetti, è possibile testarla soltanto se ci troviamo in aeree geografiche non troppo ventilate. Con questo sistema, spiega Maggi, si garantirebbe la produzione energetica, non vi sarebbe alcuna emissione di CO2, si scongiurano i consumi esagerati e sarebbe assicurato un notevole risparmio.

L’Orto di Clapi, una realtà abitativa. Lorenzo Maggi ci spiega questo suo secondo progetto

Agricoltura sostenibile ed economia circolare. L’Orto di Clapi fa scuola– Il concerto tradizionale di agricoltura, non prevede il bisogno di produrre e riprodurre materie prime. Una volta che si è coltivato e prodotto, gli scarti che rimangono vengono buttati. Lorenzo smonta questa classica tradizione dimostrando che, durante lo svolgimento della sua attività, potrebbe presentarsi la necessità di dover provvedere al riciclo di materiale. Maggi racconta il processo di reclutamento e selezione degli scarti: «Partendo da piccoli scarti del giardino o tagli dell’erba, si può fare del compost. Il compost è un ammendante che, al tempo stesso, riveste il ruolo di fertilizzante. Un concime utile alle nostre piante e a tutte le tipologie di vegetali». Non solo gli scarti agricoli; Lorenzo precisa che anche il legno può essere riciclato. «Si possono recuperare dei vecchi pallet da riusare come materiale da costruzione. Come seconda soluzione, spesso acquisto da un’azienda qui vicino, specializzata nella produzione del castagno, alcune tavole o paletti in legno di castagno. Seleziono i pezzi più belli e da questa selezione si può ricavare dell’ottimo materiale da costruzione, utile per la mia attività agricola. In caso contrario, ragionando con i principi dell’economia lineare, sia gli scarti agricoli che tutto questo materiale in legno finirebbero nella spazzatura oppure sarebbero destinati alla combustione». 

Orto di Clapi- paletti in legno di castagno e pallet, selezionati e riuniti per un loro riutilizzo come materiale da costruzione

Nell’orto, con il materiale in legno a disposizione, di recente sono stati costruiti un piccolo magazzino agricolo e un pollaio.

Orto di Clapi- piccolo magazzino agricolo costruito con diverso materiale in legno, raccolto e selezionato

Economia circolare fonte di sviluppo sostenibile. Vantaggi e prospettive future in Italia Goal 12, consumo e produzione responsabili. Uno dei tanti obiettivi che si pone l’ONU. E’ stabilito nel programma d’azione per la salvaguardia dell’ambiente, la prosperità e le persone. Un programma approvato e sottoscritto dai 193 paesi membri, nel settembre 2015. Da ciò, è nata l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

17 goal e diversi target con i quali si vuole e si spera di poter raggiungere un risultato ben preciso: vivere al 100% in modo sostenibile. Soffermandoci su questo specifico goal, produrre e consumare in modo responsabile è un obiettivo che perseguono diversi imprenditori, a cominciare da chi opera nel settore agricolo. Alcuni anni fa, si parlava di un’agricoltura finita nel dimenticatoio e superata. La crisi economico-finanziaria e del lavoro ha fatto ritornare in vita vecchie professioni, a cominciare dalle attività nei campi. Rilanciare e garantire lo sviluppo di questo comparto, rendendolo una fonte di produzione e consumo. Con questo sistema le imprese agricole, a cominciare dalle piccole e medie, crescerebbero, farebbero economia, creando anche possibilità di lavoro.

Economia circolare- “Produciamo, risparmiamo, facciamo sostenibilità”

Risorse, scarti, problema riciclo e sprechi– Produrre e sprecare. La peggiore delle situazioni che rischia di danneggiare, seriamente, l’intero nostro pianeta. Il caso correlato all’incosciente dispersione della plastica nel mondo, n’è la pura dimostrazione. Un problema che riguarda anche il nostro paese; in Italia non è solo la plastica a essere sprecata. Diverse le tipologie di materiale che possiamo trovare disperse in strada, nelle località di campagna o montagna. Argomento che è stato oggetto di confronto e dibattito, lo scorso 27 settembre 2018 dentro l’Abbazia di Fossanova (LT). Si svolse il convegno organizzato da Confindustria, “Management e imprese alla sfida dell’economia circolare”. Ogni anno, tra persone, aziende e imprese presenti, si producono circa 150 tonnellate di materiale. Di queste 150, 15 tonnellate sono destinate alla combustione o macerazione. Selezionare, riciclare con criterio gli scarti industriali porterebbe nuova produzione, crescita del settore, sviluppo sostenibile ed economico, incremento dei posti di lavoro. Altrettanto importante produrre risorse da fonti rinnovabili. Diverse aziende stanno già usando il biometano. Prodotto al 100% dagli scarti agricoli, non produce emissioni di CO2, quindi non inquinante, portatore di sviluppo sostenibile.

Anche in agricoltura si produce tanto, ma si rischia di sprecare altrettanto. La storia di successo sostenibile della microfattoria, l’Orto di Clapi, insegna quanto fare una buona attività di compostaggio possa portare proficui risultati. Foglie, scarti di fiori appassiti, sughero, avanzi di cibo, anche cibo secco, scarti di frutta e verdura; sono i rifiuti organici da usare per fare il compost. Dalla loro decomposizione, rapida e senza emissione di cattivi odori, si ricavano cellulosa, grassi, proteine e zuccheri. Compongono il concime di cui ha bisogno il terreno per nutrirsi, far crescere e maturare piante, ortaggi, frutta o altri vegetali. Selezionando e riciclando altre tipologie di materiale, come il legno, si possono mettere in piedi delle strutture utili a un efficiente svolgimento delle attività agricole.

Produzione autonoma di acqua, energia e loro risparmio– L’agricoltura classica ci dice che per produrre 1 kg di frutta o vegetali si consumano centinaia di litri d’acqua. Cosa cambierebbe, adottando forme o sistemi nuovi di produzione, approvvigionamento e riciclo? Acqua ed energia possono essere prodotte in modo autonomo, si può coltivare e far crescere 1 kg di ortaggi, insalate, piantagioni varie con un risparmio di entrambe che può raggiungere o superare l’80-85%.

Economia circolare- Cosa si è fatto? I risultati ottenuti

Economia circolare in agricoltura, Veggia: «opportunità e necessità» – Un anno fa, nel marzo 2018, il Presidente della Federazione Bioeconomia di Confagricoltura, Ezio Veggia, ha tracciato un’analisi sullo stato di salute del comparto agricolo e sull’importanza di fare economia circolare in questo comparto. Senza giri di parole, Veggia ha dichiarato: «Non è solo un concetto di riutilizzo e riciclo. Il percorso virtuoso dell’economia circolare o della bioeconomia è qualcosa di più ampio, che passa necessariamente dall’agricoltura con l’obiettivo di estendere la vita dei prodotti che vengono utilizzati e poi rielaborati per essere reimmessi nel ciclo biologico senza la produzione di scarti, oggi considerati una risorsa. Si contrappone all’economia lineare, basata sulla produzione di materie prime sempre nuove che si possono trasformare in scarti, una volta consumate. L’economia circolare rappresenta una nuova opportunità se non una necessità per l’agricoltura. Per questo al centro della bioeconomia oggi si colloca il ruolo dell’azienda agricola, fondamentale non solo per la produzione di cibo ma anche per lo sviluppo delle agroenergie, della bioedilizia o della biocosmesi. Negli ultimi 50 anni, è stato depauperato a causa di un eccessivo impiego di concimi chimici anziché di quelli organici. In alcune zone d’Italia, ad esempio, il grano non mostra più caratteristiche ottimali per la produzione di pasta o pane, perché negli anni è scomparsa la zootecnia che ha fatto mancare la distribuzione di sostanza organica nei campi e si è abbandonata la rotazione delle colture. Il suolo agricolo deve quindi tornare a essere fertile e in buona salute con l’obiettivo di produrre di più in modo sempre più efficiente ma anche sostenibile sotto l’aspetto ambientale. Nell’economia circolare il prodotto agricolo viene scomposto in tutte le sue componenti, sia per il food che il non food, ma viene valorizzato alla fine del ciclo di utilizzo anche come biomassa per alimentare il digestore dell’impianto di biometano».

Veggia è chiaro. Efficienza, produzione, fare economia circolare e sostenibilità; il pane quotidiano di ciascuna azienda, agricola e non. 2030, – 11 anni. Ripartire dall’ambiente e le sue risorse per il rilancio dei singoli comparti e dell’intero nostro paese.

Di Marco Chinicò

Marco Chinicò, 41 anni, giornalista pubblicista, fotogiornalista e videoproducer. Ideatore, fondatore, editore della testata d'informazione giornalistica, CHINICS NEWS. Nata nel 2011, online fino al 03 luglio 2019. Oggi è CHINICS NEWS MAGAZINE